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Trasporto dei bambini

Il trasporto sicuro dei bambini

I bambini sicuri in auto, E' questo l'obiettivo di ogni genitore, ed anche di autoinformazioni.org


Grazie UE: non si fuma più in auto!

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Grazie all'obbligo di adeguarsi ad una direttiva europea, si spera che, da settembre, non sarà più possibile fumare in auto quando vi sono bimbi piccoli o donne in gravidanza.

La bozza del decreto legislativo del Ministero della Salute recepisce la direttiva Ue sul tabacco e, oltre al divieto di fumo in auto in presenza di minori e donne in gravidanza, prevede il divieto di vendita ai minori sigarette elettroniche con presenza di nicotina.

Oltre a queste fondamentali misure di tutela dal fumo passivo, il decreto prevede anche una stretta sulla pubblicità e le confezioni di sigarette, che presenteranno frasi e immagini forti al fine di dissuadere il consumatore dall'abitudine al fumo. La direttiva prevede l'introduzione su confezioni, per il il 65% dello spazio, delle 'avvertenze combinate' relative alla salute, composte da frasi ed un'immagine a colori, con informazioni utili come il numero verde Iss.

Spariranno dal mercato di sigarette e tabacco da arrotolare quelle contenenti aromi (mentolo, vaniglia, erbe, spezie) che possano modificare odore, gusto o intensità di fumo. Sarà anche vietata la vendita di prodotti del tabacco contenenti additivi che rendano più 'attrattivo' o dannoso il prodotto: che promettano cioè, specifica il decreto, "benefici per la salute ed effettivi energizzanti" o "proprietà coloranti delle emissioni, che facilitino l'inalazione e l'assorbimento di nicotina o con proprietà cancerogene e tossiche". La direttiva prevede però una fase transitoria di applicazione: per i prodotti con aromi il cui volume di vendita in Ue è pari o superiore al 3%, come appunto le sigarette al mentolo, i divieti si applicheranno dal maggio 2020. Inoltre, fino al 20 maggio 2017 sarà autorizzata l'immissione sul mercato di alcuni prodotti non conformi al decreto.

Sono inoltre aboliti i pacchetti di dieci sigarette dovranno essere minimo venti.

Obbligo di adattatori alle cinture di sicurezza per le donne in stato di gravidanza.

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E' stata presentata alla Camera del deputati il disegno di legge n C 2353 del 7/5/14, che prevede l'introduzione dell'obbligo di dotare i veicoli a motore di dispositivi per adattare le cinture di sicurezza alle condizioni fisiche delle donne in stato di gravidanza.

In caso di incidente, le cinture di sicurezza sono forse l'unico meccanismo di protezione per chi viaggia in un veicolo.

Le cinture di sicurezza ed i seggiolini per bambini, riducono il rischio che il guidatore e i passeggeri vengano proiettati all'interno del veicolo oppure vengano catapultati fuori al momento dell'impatto dell'auto.

I loro corpi infatti viaggiano alla stessa velocità dell'auto e, se non trattenuti adeguatamente, continuano a muoversi in avanti per inerzia accumulando una energia cinetica determinata dalla loro velocità, che aumenta considerevolmente il loro peso teorico e quindi la violenza con cui vengono proiettati contro il volante, il cruscotto o il parabrezza.

La cintura di sicurezza è inoltre fondamentale per trattenere i corpi in caso di ribaltamento del veicolo.

L'invenzione delle cinture di sicurezza risale al 1903, anche se gli Stati europei hanno cominciato a renderle obbligatorie molti anni dopo.

L'Italia ha reso obbligatorio l'uso delle stesse a partire dal 15 giugno 1976 con la circolare del Ministero per i trasporti n. 76/77 del 9/12/1977, mentre l'uso della cintura per i posti sia anteriori che posteriori è diventato obbligatorio dal 1988 con la legge n. 111/88 (obbligo che è stato esteso anche ai veicoli immatricolati dall' 1/1/78).

La cintura di sicurezza è importante in caso di incidente perchè il suo uso riduce del 70% la gravità dei traumi a cui si può andare incontro.

Attualmente l'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza è contenuto nell'articolo 72 c.2, del codice della strada (D.L. n. 285/92)

Però, posta la tutela per anziani e bambini, nulla è previsto per tutelare la sicurezza delle donne in stato di gravidanza.

L'unica accortezza (ma è veramente tale?) che il codice prevede per tutelare l'incolumità del nascituro è l'esenzione dall'uso della cintura di sicurezza previo certificato medico. Ma ciò vale solo nel caso di gravidanza patologica in cui quindi lo specialista si assuma la responsabilità di dire che per la sicurezza della futura mamma è più pericoloso indossare le cinture che no.

Sono ovviamente casi limitati e sotto la diretta responsabilità del medico.

Il problema, per la donna incinta che deve indossare la cintura di sicurezza, è il senso di oppressione e di compressione che questa produce sull'addome.

Questa situazione può essere risolta con dei semplici, e poco costosi, dispositivi omologati che consentono di adattare facilmente le cinture di sicurezza alle diverse condizioni fisiche della donna in stato di gravidanza, mantenendo bassa (sulle cosce) la fascia  orizzontale garantendo quindi l'incolumità della madre e del nascituro.

La proposta di legge prevede che fra le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore, sia obbligatoriamente prevista anche la dotazione di dispositivi per adattare le cinture di sicurezza alle condizioni fisiche delle donne in stato di gravidanza con conseguenziale adeguamento, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dell'appendice V al titolo III del regolamento di cui al DPR del 16/12/92, n. 495.