Pneumatici ricostruiti: sono sicuri ed affidabili? Conviene usarli?

Il ciclo di vita di uno pneumatico

Il ciclo di vita di uno pneumatico nuovo non si conclude quando lo cambiamo perchè il battistrada si è usurato.

Invece di venir buttati via per essere inceneriti o riciclati, gli pneumatici vengono ricostruiti.

In che modo? Il vecchio battistrada viene prima controllato e selezionato. Quelli che superano il controllo di qualità vengono avviati al processo di ricostruzione vulcanica.

Lo pneumatico viene quindi raspato e sulla carcassa viene applicato un nuovo battistrada.

Con la ricostruzione della gomma si conserva circa l’80% della ruota originale.

Sugli pneumatici per auto la ricostruzione è possibile una sola volta mentre per i mezzi pesanti la lavorazione può essere effettuata fino a tre volte.

Per garantire la sicurezza ed affidabilità, l'operazione di ricostruzione degli pneumatici deve essere realizzata nel rispetto delle norme europee e deve rispettare i parametri Ece Onu 108 e 109.

Sullo pneumatico ricostruito deve essere apposto il marchio che ne attesti l’omologazione. Le gomme rigenerate devono superare gli stessi test e gli stessi controlli delle gomme nuove.

L'approccio verso questo tipo di pneumatici per lo più avviane perchè si è alla ricerca del risparmio, sopratutto se l'acquisto avviene online.

Un copertone ricostruito può costare anche il 50% in meno di una gomma nuova, e scegliendo accuratamente il produttore (in rete ci sono innumerevoli test di pneumatici ricostruiti, sia per tutte le stagioni che invernali) si riesce a non rinunciare a qualità, sicurezza ed affidabilità.

Ma non è solo il risparmio che ci deve guidare, gli pneumatici rigenerati costituiscono anche una soluzione ecologica e rispettosa dell'ambiente perchè ridonano vita a coperture destinate allo smaltimento o al riciclo. Un dato per tutti: complessivamente si risparmia il 70% di energia per produrli.

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