Coronavirus, attività che potranno ripartire dal 4 maggio 2020

Elenco delle attività che potranno ripartire dal 4 maggio 2020.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha specificato che altre attività seguiranno un calendario di riapertura diverso: il commercio al dettaglio potrà ripartire in tutta Italia dal 18 maggio 2020, mentre bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti potranno ripartire il 1 giugno 2020. Salvo eventuali emergenze che dovessero venire a crearsi.

Scarica il pdf delle attività che potranno ripartire.

Qui il LINK al sito istituzionale del Governo e, in particolare, alla pagina in cui è stato pubblicato il DPCM firmato ieri dal Presidente Conte, che disciplina il periodo fino al 17 maggio 2020.

A partire dal 4 maggio 2020

Scarica qui il DPCM del 26 Aprile 2020

In sintesi:

Si può uscire rispettando le regole di distanziamento sociale per prevenire il contagio del virus (sono vietate le attività ludiche all'aperto e gli assembramenti).

Nei luoghi pubblici al coperto si deve indossare la mascherina (possono non indossarla i minori di 6 anni e coloro per i quali l'utilizzo della mascherina non è compatibile con il tipo di disabilità). Possono farne a meno anche gli accompagnatori.

E' permesso fare attività motoria (mantenendo la distanza interpersonale di almeno 1 metro) e sportiva (mantenendo la distanza interpersonale di almeno 2 metri) anche allontanandosi dalla propria abitazione. Queste attività possono essere svolte anche nei parchi e negli altri spazi verdi rispettando le misure di sicurezza (a meno che siano temporaneamente chiusi per l’impossibilità di rispettarle).

E’ consentito l'accompagnamento della persona (a prescindere dalla sua età).

Sono ammesse le esigenze di accompagnamento di persone con disabilità o anziane perché rientrano nelle motivazioni di necessità o di salute. E' permesso camminare in prossimità della propria abitazione e fare attività motoria, ma non sportiva.

La raccomandazione è comunque quella di rimanere a casa per evitare di contagiare sé stessi e gli altri.

E' vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza, salvo che per ragioni di necessità.

Sono ammesse le esigenze di accompagnamento di persone con disabilità o anziane perché rientrano nelle motivazioni di necessità o di salute. E' permesso camminare in prossimità della propria abitazione e fare attività motoria, ma non sportiva.

Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o comunque presso l'affidatario (anche per condurli presso di sé) sono consentiti, in ogni caso, secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio (come emesso con sentenza del Tribunale di Milano Decreto 11 marzo 2020 N.R.G. 30544/2019). Il genitore deve munirsi di autocertificazione, dove verrà motivata la ragione dello spostamento, sia quando è con il figlio che quando rientra presso il suo domicilio.

E' vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.

Le strutture a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario potranno riaprire in base a piani territoriali, adottati dalle Regioni. Le strutture possono essere riaperte a condizione che si possa garantire il rispetto delle misure di contenimento del virus e di tutela della salute degli utenti e degli operatori, prevedendo (se non esistono già) specifici protocolli.

Gli spostamenti verso queste strutture possono avvenire anche da regione a regione, e vanno autocertificati come "motivi di salute".

L’accesso di parenti e visitatori ad un familiare ospitato in modo continuativo in una struttura residenziale è sottoposto ai limiti fissati dalla Direzione Sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione.

Le regioni e le province autonome hanno facoltà di istituire unità speciali atte a garantire l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie a domicilio.

Inoltre, su decisione delle ASL e d’accordo con i gestori, i Centri in cui vengono effettuate prestazioni sanitarie indifferibili rimangono attivi a condizione che si possa garantire il rispetto delle previste misure di contenimento del virus.

Se durante lo stato di emergenza ci si assenta dalle attività dei strutture sottoposte a chiusura o di quelle ancora aperte non si perderà il diritto a frequentare il Centro.

Articoli collegati: