Obbligo di adattatori alle cinture di sicurezza per le donne in stato di gravidanza.

E' stata presentata alla Camera del deputati il disegno di legge n C 2353 del 7/5/14, che prevede l'introduzione dell'obbligo di dotare i veicoli a motore di dispositivi per adattare le cinture di sicurezza alle condizioni fisiche delle donne in stato di gravidanza.

In caso di incidente, le cinture di sicurezza sono forse l'unico meccanismo di protezione per chi viaggia in un veicolo.

Le cinture di sicurezza ed i seggiolini per bambini, riducono il rischio che il guidatore e i passeggeri vengano proiettati all'interno del veicolo oppure vengano catapultati fuori al momento dell'impatto dell'auto.

 

I loro corpi infatti viaggiano alla stessa velocità dell'auto e, se non trattenuti adeguatamente, continuano a muoversi in avanti per inerzia accumulando una energia cinetica determinata dalla loro velocità, che aumenta considerevolmente il loro peso teorico e quindi la violenza con cui vengono proiettati contro il volante, il cruscotto o il parabrezza.

La cintura di sicurezza è inoltre fondamentale per trattenere i corpi in caso di ribaltamento del veicolo.

L'invenzione delle cinture di sicurezza risale al 1903, anche se gli Stati europei hanno cominciato a renderle obbligatorie molti anni dopo.

L'Italia ha reso obbligatorio l'uso delle stesse a partire dal 15 giugno 1976 con la circolare del Ministero per i trasporti n. 76/77 del 9/12/1977, mentre l'uso della cintura per i posti sia anteriori che posteriori è diventato obbligatorio dal 1988 con la legge n. 111/88 (obbligo che è stato esteso anche ai veicoli immatricolati dall' 1/1/78).

La cintura di sicurezza è importante in caso di incidente perchè il suo uso riduce del 70% la gravità dei traumi a cui si può andare incontro.

Attualmente l'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza è contenuto nell'articolo 72 c.2, del codice della strada (D.L. n. 285/92)

Però, posta la tutela per anziani e bambini, nulla è previsto per tutelare la sicurezza delle donne in stato di gravidanza.

L'unica accortezza (ma è veramente tale?) che il codice prevede per tutelare l'incolumità del nascituro è l'esenzione dall'uso della cintura di sicurezza previo certificato medico. Ma ciò vale solo nel caso di gravidanza patologica in cui quindi lo specialista si assuma la responsabilità di dire che per la sicurezza della futura mamma è più pericoloso indossare le cinture che no.

Sono ovviamente casi limitati e sotto la diretta responsabilità del medico.

Il problema, per la donna incinta che deve indossare la cintura di sicurezza, è il senso di oppressione e di compressione che questa produce sull'addome.

Questa situazione può essere risolta con dei semplici, e poco costosi, dispositivi omologati che consentono di adattare facilmente le cinture di sicurezza alle diverse condizioni fisiche della donna in stato di gravidanza, mantenendo bassa (sulle cosce) la fascia  orizzontale garantendo quindi l'incolumità della madre e del nascituro.

La proposta di legge prevede che fra le caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore, sia obbligatoriamente prevista anche la dotazione di dispositivi per adattare le cinture di sicurezza alle condizioni fisiche delle donne in stato di gravidanza con conseguenziale adeguamento, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge, dell'appendice V al titolo III del regolamento di cui al DPR del 16/12/92, n. 495.

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