Per offrirti una migliore esperienza digitale su questo sito, Autoinformazioni utilizza cookie di sessione e di terze parti. La prosecuzione della navigazione mediante consenso (pressione su OK) o scroll di pagina comporta l'accettazione all'uso dei cookie. Procedendo con la navigazione, dunque, autorizzi la scrittura di tali cookie sul tuo dispositivo. Per maggior informazioni è a tua disposizione l’informativa vai su Approfondisci.

ENI Enjoy, il car sharing partirà a fine dicembre a Milano con oltre 600 auto.

Enjoy, il car-sharing di ENI, partirà a dicembre a Milano con oltre 600 Fiat 500.

Il car sharing Enjoy sfida il Car2Go della Mercedes che finora ha riscosso grande successo superando i 50 mila iscritti per il noleggio delle vetture Smart.

Il car-sharing rappresenta, nelle grosse metropoli come Milano, la mobilità del futuro, prova ne è la presenza dei big nell'offerta milanese: il servizio comunale GuidaMi e a quello di Trenord E-Vai!, complessivamente oltre 1200 auto a disposizioni dei cittadini ma con ulteriore spazio di crescita.

Dal punto di vista dell'offerta del servizio di car-sharing Car2Go ha fatto scuola, infatti:

  • neanche Enjoy avrà le piazzole di consegna ritiro fisse;
  • le auto potranno essere localizzate tramite smartphone;
  • potranno essere ritirate e parcheggiate nelle aree di parcheggio bianche, blu e gialle;
  • anche per Enjoy l’accesso all’Area C di Milano è gratuito.

Ultimo, ma non meno importante, il costo del noleggio che ancora non è stato fissato ufficialmente, ma pare che sarà più basso rispetto a quello di Car2Go: 25 centesimi di euro al minuto contro i 29 del concorrente.

Citytech: all’Urban Center di Milano la mobilità del futuro.

citytech a Milano, mobilità urbanaSi terrà all’ Urban Center di Milano dal 28 e 29 ottobre 2013 l'evento Citytech.

Citytech sarà una grande occasione per capire il futuro di mobilità urbana e trasporto pubblico in Italia.

Citytech consentirà l'incontro tra amministrazioni pubbliche, aziende produttrici di tecnologie, operatori e associazioni per sviluppare un settore che è vitale per il nostro futuro: il trasporto urbano.

Citytech si occupa quindi di Mobilità con lo scopo di rivisitare il nostro modo di muoverci con importanti implicazioni sociali e culturali al fine di:

  • rispondere ai nuovi bisogni soddisfacendo le mutanti esigenze di trasporto di persone e merci in maniera efficace, efficiente, sicura e sostenibile;
  • risparmiare tempo e migliorare la qualità della vita, ottimizzando l’uso e lo sviluppo delle risorse economiche, umane e ambientali;
  • permettere l’incontro di domanda e offerta nella logica del rispetto delle esigenze del cittadino;determinare un piano di sviluppo pluriennale per l’applicazione di politiche concertate.

La mobilità per tutti nella città di domani: le 13 proposte di ACI e Legambiente per la mobilità sostenibile.

La mobilità sostenibile per ACI e Legambiente

La mobilità sostenibile è uno degli obiettivi più ambiziosi dell'Automobile Club d'Italia (ACI). Il costante impegno su questo tema come sulla sicurezza stradale (ricordiamo la recente campagna per la sicurezza del trasporto dei bambini in auto) trova espressione nella stesura di questo documento, insieme a Legambiente, per la pianificazione degli interventi sulla mobilità e sul territorio.

Gli interventi sulla mobilità devono essere considerati già a livello di pianificazione del territorio. I diversi interventi vanno poi articolati temporalmente: quelli da attuare subito (interventi immediati o a breve termine) ed altri da prevedere successivamente (interventi di medio e lungo termine).

Ma particolare attenzione deve essere posta ad un costante monitoraggio degli interventi stessi: Adottare una disciplina di traffico (regolamentazione della sosta, zone a traffico limitato, corsie preferenziali, ecc.) e poi non verificare che le regole adottate siano rispettate, equivale a vanificare il provvedimento!

I 13 punti delle proposte di ACI e Legambiente per la mobilità sostenibile

  1. Attivare un’ Authority o Cabina di regia nazionale che, attraverso gli strumenti della programmazione e della concertazione tra le diverse componenti pubbliche e private, locali e nazionali, indirizzi in modo uniforme le scelte e le politiche in tema di mobilità e trasporti, monitorando gli interventi effettuati ai diversi livelli di governo del territorio.
  2. Emanare una Legge quadro che stabilisca criteri generali per la realizzazione dei nuovi insediamenti urbani, con previsione della Valutazione di Impatto sulla Mobilità, procedura preliminare a qualsiasi intervento urbanistico territoriale, ripensando l’uso del territorio e migliorando l’accesso ai servizi di mobilità.
  3. Emanare una norma quadro che stabilisca criteri uniformi in base ai quali le autorità comunali possano predisporre provvedimenti che limitano la circolazione veicolare, con particolare riferimento ai seguenti aspetti: individuazione delle tipologie di veicoli per i quali è permessa la circolazione in relazione alle dotazioni di nuove tecnologie disponibili (ad es. filtri antiparticolato, motori Euro 5, ecc.); individuazione di alternative di trasporto che assicurino l’accessibilità dei cittadini ai servizi della città; definizione di una segnaletica uniforme dedicata alle zone sottoposte a limitazione; definizione di metodologie di valutazione dell’efficacia ambientale con analisi “prima-dopo”, che misurino oggettivamente i risultati dei provvedimenti, le cui risultanze siano comunicate ai cittadini.
  4. Investire risorse finanziarie in un programma strutturale per rendere più efficiente e meno inquinante la flotta del TPL, puntando alla sostituzione dei veicoli più inquinanti (Euro 0 e Euro 1) con flotte ecologiche. Le aziende di TPL dovrebbero poter contare su risorse certe e continue nel tempo tali da permettere il raggiungimento di standard predeterminati legati all’estensione del centro urbano e al numero di abitanti (aumento numero passeggeri, frequenza e puntualità delle corse, ecc.).
  5. Aumentare l’estensione delle corsie preferenziali del TPL e migliorare l’offerta di km percorsi.
  6. Potenziare l’ accessibilità ai centri urbani, e solo se indispensabile definire criteri uniformi per le politiche tariffarie per l’accesso ai centri delle città, i cui introiti siano destinati alla mobilità sostenibile.
  7. Finanziare il potenziamento e la realizzazione di parcheggi di scambio e residenziali non su strada.
  8. Ampliare il numero e l’estensione delle isole pedonali e delle “zone 30”, nonché la diffusione di sistemi razionali di sosta a pagamento, con tariffe differenziate per zona e orario.
  9. Rimodulare e semplificare il meccanismo del bollo auto, da rapportarsi non più alla potenza (kw) ma ai livelli di emissione di CO2 e allo spazio occupato. Meglio sarebbe che il “bollo auto” tornasse ad essere “bollo di circolazione”, ossia una tassazione proporzionale all’uso dell’auto, al potenziale tasso di inquinamento e al consumo di spazio per il parcheggio, secondo i principi adottati in sede europea “chi usa paga” e “chi inquina paga”. Vincolare inoltre una parte delle risorse derivanti dal bollo auto a interventi supplementari per migliorare la mobilità urbana e il trasporto pendolare.
  10. Realizzare vie verdi – strade dove vietare la sosta e la fermata – lungo le arterie di maggior traffico interne ai centri urbani al fine di fluidificare la circolazione, prevedendo alternative per la sosta.
  11. Assicurare particolare attenzione agli utenti vulnerabili della strada (pedoni, ciclisti, disabili ecc.), con assegnazione di risorse adeguate, sia in fase di pianificazione urbanistica (per es. realizzazione di reti di piste ciclabili sicure ed efficaci) sia attraverso l’uso di metodologie che consentano di valutare l’impatto sociale degli interventi sulla mobilità urbana, anche al fine di scongiurare fenomeni di esclusione sociale; occorre inoltre garantire la sicurezza delle infrastrutture di supporto (per es. valutazione degli attraversamenti pedonali e intervento per correggerne le lacune). Queste fasce d’utenza sono particolarmente vulnerabili: 667 pedoni morti nel 2009, il 15,7% del totale, di cui la metà ultrasessantacinquenni, e indici di mortalità massimi per i veicoli a due ruote (295 morti in incidenti che hanno visto coinvolte biciclette, 212 i ciclomotori e 1.037 i motocicli, complessivamente più del 43% del totale esclusi i pedoni).
  12. Promuovere meccanismi di incentivazione per il car-sharing (l'auto in multiproprietà) e il car-pooling (l'utilizzo dell'auto in almeno tre persone).
  13. Formare ed educare il cittadino ad un uso responsabile del mezzo privato in ambito urbano, riducendo gli spostamenti con l’automobile se non strettamente necessari (c.d. mobilità superflua), e promuovendo corsi di guida ecologica (c.d. ecodriving).

(Fonte www.aci.it)

Scarica il testo completo delle Proposte ACI-Legambiente

Parigi: svolta ecosostenibile per la circolazione delle auto.

 La neo-sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, continua con decisione la strada verso una mobilità urbana più ecosostenibile.

In prosecuzione alla politica parigina di questi ultimi anni, Anne Hidalgo ha annunciato un progetto rivoluzionario per la circolazione cittadina, e tra le misure spicca la drastica riduzione della velocità per le automobili.

 

Ad eccezione, infatti, delle strade lungo le rive della Senna, dove il limite di velocità previsto per i veicoli privati rimane di 50 km/h, in tutte le strade della città ci sarà un limite massimo di velocità di 30 km/h che scenderà a 20 km/h in quelle zone dove è alta la presenza di ciclisti e pedoni.

Unita alle già tante ecozone attive ed alle aree riservate a ciclisti e pedoni, questa misura produrrà notevoli benefici per tutti i cittadini: meno incidenti gravi causati dall'eccessiva velocità dei veicoli, migliore qualità dell’aria, meno stress ed inquinamento acustico, inoltre c'è da considerare il risparmio sul costo del carburante.

Insieme all'abbasamento della velocità in città. il pacchetto contiene anche altre misure:

  • l’offerta di un abbonamento gratuito annuale al trasporto pubblico per tutti cittadini che non useranno auto inquinanti;
  • incentivi per i cittadini che sostituiranno il loro veicolo diesel con un altro più ecologico;
  • i parcheggi saranno gratuiti nei giorni in cui l’inquinamento andrà oltre i livelli consentiti;
  • a partire dal secondo giorno di livello di polveri sottili elevato, i servizi di bike sharing e car sharing saranno gratuiti;
  • in tale situazione saranno anche gratuiti tutti i mezzi pubblici.

Ci sono agevolazioni nel pagamento del bollo per i veicoli ecologici?

I possessori di  autoveicoli, motocicli  e ciclomotori azionati con motore elettrico,  godono della esenzione dal pagamento della tassa automobilistica per cinque anni a decorrere dalla data di prima immatricolazione.

Alla fine  di  questo  periodo  per  gli  autoveicoli elettrici si deve corrispondere una tassa pari ad un quarto dell'importo  previsto  per  gli stessi veicoli  a  benzina.

(In Piemonte ed in Lombardia i veicoli elettrici ed a gas godono dell'esenzione totale).

Per contro, le autovetture  e  gli  autoveicoli ad uso promiscuo, che siano omologati per la circolazione esclusivamente con alimentazione a GPL o gas metano, pagano un quarto della tassa automobilistica prevista per i corrispondenti veicoli a benzina se risultano conformi alle direttive C.E.E. in materia di emissioni inquinanti (91/441/CEE  e  91/542/CEE  e successive modificazioni)

Ford Mobility Project MoDe Bike, la bici elettrica innovativa che adatta la pedalata al battito cardiaco.

Arriveranno dalla Ford le nuove eBike per rivoluzionare la vita dei pendolari "Ford Mobility Project MoDe Bike"

La strategia Ford mira a portare la connettività e l’automazione di bordo a nuovi livelli, grazie allo sviluppo di nuove biciclette elettriche: veicoli più veloci e più facili per le persone che lavorano nei centri urbani.

I due nuovi modelli di eBike presentati dalla casa automobilistica sono pensati per migliorare gli spostamenti in città unendo un'alta e sofisticata tecnologia.

Le eBike del "Ford Mobility Project MoDe Bike" possono sfruttare l’applicazione iOS MoDe:Link, utile per avere informazioni in tempo reale sulle condizioni della bici, per visualizzare i percorsi adatti alle biciclette e che consente anche di comunicare con altri veicoli.

La eBike Ford adatta la velocità al battito cardiaco.

Le nuove Ford-eBike sono dotate di un sensore a ultrasuoni che avverte il ciclista quando un veicolo è in fase di sorpasso e fa vibrare il manubrio. Il software della eBike avvisa inoltre gli automobilisti della presenza della bicicletta illuminando le luci poste sul manubrio.

Le eBike sono anche in grado di adattare la velocità di marcia alla frequenza cardiaca del ciclista così la modalità “non sudare” riduce l’obbligo di pedalare, attivando il motore elettrico, e permettendo ai piloti di arrivare freschi a destinazione.

Le biciclette elettriche a pedalata assistita del "Ford Mobility Project MoDe Bike" sono dotate di un motore da 200 Watt e di una batteria da nove ampere-ora che fornisce una pedalata assistita in grado di raggiungere la velocità di venticinque chilometri orari.

Il "Ford Mobility Project MoDe Bike" prevede due tipi di bicicletta a pedalata assistita:

  • MoDe Me, modello pieghevole e trasportabile sui mezzi pubblici, sviluppato per i pendolari delle città più congestionate;
  • MoDe Pro, destinato all’uso commerciale e pensato per i professionisti che hanno necessità di trasportare merci o attrezzi.

 

Boom delle biciclette elettriche in Italia. Possono viaggiare fino a 25 Km orari e percorrere fino a 90 Km orari con una carica di batteria.

La «bicicletta a pedalata assistita» è in perfetto ibrido: Un po' bici, un po' motorino. Il concetto è semplice come il funzionamento, mantenere la soddisfazione di una propulsione a suon di muscoli con un piccolo aiutino nelle situazioni più difficili: un'ottima combinazione di forza umana ed energia elettrica.

Un piccolo motore elettrico 'assiste' il ciclista e viene attivato con una pedalata, non c'è il comando dell'accelleratore, e rimane in funzione sino al raggiungimento della velocità limite preconfigurata. A questo punto il motore elettrico si disattiva e continua il normale funzionamento a pedali.

Una bicicletta a pedalata assistita, con un motore  massimo di 250 Watt, riesce a raggiungere la velocità massima di 25 Km/h.

In Italia il fenomeno sta crescendo. «Oggi se ne vendono circa 40-50mila unità l'anno, ma cinque anni fa il mercato era praticamente a zero», spiega Massimo Panzeri dell'Atala, storico produttore di due ruote a pedali.

Nel nostro Paese i marchi di punta si contano sulle dita di una mano, ma in Olanda e in Germania c'è una realtà consolidata che vale alcune centinaia di milioni di euro.

La domanda è in continua crescita, spinta dai sempre crecenti problemi ambientali delle nostre città ed anche la produzione si adegua.

Dai primi modelli, goffi e pesanti, si arriva ad uno styling accattivante e dal peso analogo a quello di una normale bicicletta da città.

Le batterie diventano sempre più piccole, ed aumenta l'installazione di quelle al litio,  più leggere ed efficienti, ma più costose di quelle al piombo.

Si ricaricano attaccandole a una normale presa di corrente comune e l'autonomia varia da 40 a 90 km, più che sufficienti per l'uso cittadino.

Molti esemplari offrono un'elettronica di gestione, che controlla lo stato di carica e permette di regolare la potenza del motore, scegliendo tra modalità sportiva ed economica. Una finezza in più, per risparmiare un po' di fiato quando serve.

Tu sei qui:

.... Basta un attimo ... per cambiare la tua vita e quella di chi ti vuole bene.
Sii prudente sempre ... Basta un attimo ... pensaci prima.
AutoInformazione.org è vicina alle vittime della strada ed ai loro familiari.