Modena Cento Ore 2020

Modena Cento Ore 2020: Conclusa l’Edizione del 20° Anniversario!

Si è conclusa l’Edizione del 20° Anniversario del Modena Cento Ore 2020 : 1000 chilometri e 100 ore per il XX anniversario.

Questi i numeri dell’edizione 2020 della Modena Cento Ore che ha portato gli equipaggi a competere lungo il percorso da Roma a Modena.

  • 3 gli autodromi su cui si sono disputate le gare in pista: L’Autodromo dell’Umbria a Magione, il Circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola e il Mugello Circuit
  • 11 le prove speciali in salita disputate sulle strade più belle dell’appennino del centro e nord Italia
  • 11 le prove di media
  • 11 i marchi automobilistici rappresentati
  • 4 le città arrivo di tappa
  • 99% la percentuale di partecipanti stranieri con rappresentati provenienti dall’Inghilterra, Hong Kong, Stati Uniti, Svizzera, Germania, Giappone, Sud Africa, Belgio, Irlanda, Austria e Canada
  • 0 le emissioni residue di C02
  • Oltre 600 persone coinvolte a vario titolo nell’evento tra organizzazione, staff, personale sportivo, cronometristi, fotografi, cameramen, ...

Malgrado alcune limitazioni organizzative legate alla pandemia che hanno comportato rivoluzioni logistiche in corso d’opera, i partecipanti sono riusciti a godere appieno di questi pochi giorni di “libertà automobilistica”.

Vincitori e premi del Modena Cento Ore 2020

Il vincitore della classifica assoluta per la sezione velocità per vetture prodotte fino al 1965 è l’ equipaggio svizzero T. Kerne e S. Peyer su Jaguar E-Type, gli inglesi J Kennedy e L. Kennedy su Lancia Aurelia B20 GT e gli svizzeri A. Meyer e M. Meyer su Ferrari 250 GT SWB SEFAC

Il vincitore della classifica assoluta per la sezione velocità dopo il 1965 è stato l’equipaggio belga G. Janssens e T. De Geetere su Porsche 911 SC, seguito dal team inglese A. Siddali e S. Perez su Ford Escort RS 1800 e dal team inglese P.L. Kadoorie e D. Wells su Porsche 911 3.0 RS

Nella Classifica Index of Performance vincono gli inglesi J. Kennedy e L. Kennedy su Lancia Aurelia B20GT seguiti dagli svizzeri T. Kern e S. Peyer su Jaguar E-Type e dagli svizzeri A. Meyer e M. Meyer su Ferrari 250 GT SWB SEFAC

Per la Regolarità al primo posto troviamo l’equipaggio tedesco del team Bad Boys Racing S. Rohleder e N. Hahn su Porsche 911 2.4T seguiti dall’equipaggio belga C. De Buck e W. De Buck Porsche 911 Carrera Coupé e dagli inglesi A. Martin e A. Martin su Ford Mustang GT

Il premio speciale Best Ferrari Restoration offerto dalla Carrozzeria Brandoli è andato alla Ferrari 250 SWB Berlinetta SEFAC

Caratterizzato come sempre dall’ovazione più grande, il premio che va all’assistenza che ha effettuato il “Technical Miracle” più incredibile. La sfida sta raggiungendo altissimi livelli e i miracoli si susseguono a ritmo serrato. Quest’anno la standing ovation della sala è andata al team inglese K. Jones e L. Jones al seguito della Ford Escort 1600 RS del 1976

In Memoria di Sir Stirling Moss il premio per l’equipaggio che più si è distinto nelle prove sulla strada tra Firenze e Bologna è stato assegnato all’equipaggio A. Martin e A. Martin.

Il premio “Spirti of MCO” per l’equipaggio che si è distinto per la caparbietà mostrata nel volerci essere, gareggiare, arrivare a qualsiasi costo, è andato all’equipaggio R. Evans e J Faux su Iso Rivolta IR 300 GT

Vincitore di un estintore (in perfetta efficienza), simbolo perfetto del premio “Fireworks” l’equipaggio B. Gill e D. Didcock su Ford Escort RS 1600 e non crediamo serva spiegare il perché…

Come tradizione della Modena Cento Ore, una parte del ricavato è stata donata in beneficenza all’associazione Panathlon Club di Modena per sostenere i progetti per lo sport dedicati ai ragazzi disabili.

Come sempre Cento Ore è l’unico evento green di settore. Confermata anche l’attenzione all’ambiente da parte di Canossa Events che continua ad applicare il protocollo CarbonZero per le proprie manifestazioni, e compenserà completamente le emissioni residue di CO2 della Modena Cento Ore 2020, mediante piantumazione di nuovi alberi nell’Appennino Tosco-Emiliano.

La Modena Cento Ore rimane l’unico evento del settore a ‘emissioni zero’.

Il successo della Modena Cento Ore è possibile anche grazie al coinvolgimento di partner d'eccellenza come RM-Sotheby’s, casa d’asta leader mondiale nel settore, Blackfin che ha creato per gli equipaggi un modello di occhiali esclusivo, Amalgam, I Greppi, Brandoli, Noberasco e Cantina di Vicobarone.

La Modena Cento Ore è stata caratterizzata come sempre anche per l’elevatissimo livello delle vetture in gara. Meritano sicuramente una citazione Ferrari 250 SWB Berlinetta SEFAC, Ferrari 212 Berlinetta Touring, Alfa Romeo 1750 GTAM “Facetti”, Aston Martin DB4 GT, Shelby American Mustang GT 350, Lamborghini Countach 25 Anniversario, Jaguar E-Type Semi-Lightweight, Porsche Carrera 911 3.0 RS

Parlando con i partecipanti i temi principali che hanno riportato sono stati innanzitutto un grande plauso all’organizzazione per aver creduto al sogno e aver perseguito la realizzazione della Modena Cento Ore anche nell’anno 2020, la bellezza della pista Imola, il cui dolce percorso si è dimostrato perfetto per le autovetture d’epoca, la sfida sempre avvincente delle gare in salita e l’emozione della parata in centro a Roma, un qualcosa di assolutamente unico e straordinario.
Ascoltando le loro parole emergono anche evidenti le difficoltà della Cento Ore, dove ognuno comunque si ritrova a dover fronteggiare problemi meccanici di vario tipo.

Concludiamo con le parole di Luigi Orlandini, presidente di Canossa Events e Patron dell’evento: “E’ stata senz’altro l’edizione più difficile dal punto di vista organizzativo. Devo ringraziare il mio team per l’impegno profuso e la prontezza dimostrata nell’affrontare i continui cambiamenti del quadro normativo, le istituzioni e le case automobilistiche della Motor Valley per la vicinanza e il supporto. Il più grande ringraziamento va a tutti i partecipanti che hanno scelto di essere presenti al nostro ventesimo compleanno”.

Al seguenti link: selezione foto MCO 2020 day by day

Modena Cento Ore Day by Day

Day 0: Roma
Ci siamo.
Mai come quest’ anno la preparazione della Modena Cento Ore è stata ricca di imprevisti, sussulti, dubbi e sconvolgimenti improvvisi del programma originario.
Malgrado questo, oggi siamo qui, finalmente pronti a raccontarvi dell’edizione numero 20.
Proprio per celebrare questo importante anniversario, quest’anno la partenza avviene da Roma, che era stata scelta per il via anche per la XVa edizione.
Numerose, considerando le circostanze, le vetture iscritte con un parterre di partenti internazionale, ricco di appassionati e di nomi noti nel mondo delle automobili d’epoca.
Come al solito due le sezioni previste: Velocità e Regolarità, che si sfideranno sia in pista che sulle prove speciali su strada chiusa in salita previste nei prossimi quattro giorni.
Alle verifiche, organizzate presso Villa Borghese in centro a Roma, è stato quindi possibile ammirare alcune vetture straordinarie, mentre i rispettivi proprietari mostravano assoluto piacere nel potersi ritrovare dopo i mesi di isolamento.
Tra le più ammirate, senz’altro, Ferrari 250 Berlinetta SWB SEFAC, Aston Martin DB 4 GT, Porsche 911 3.0 RS e Jaguar E-Type semi-lightweight.
A detta di tutti i partecipanti, comunque, il premio per la linea più bella va senz’altro attribuito alla vettura più antica in competizione: Ferrari 212 Export del 1952, carrozzata berlinetta da Touring.
Alle ore 17.30, il via ufficiale con una sfilata per il centro di Roma che ha permesso, per un’ora ai partecipanti di ammirare la bellezza della Città Eterna e ai passanti di restare stupiti da questa inaspettata, pacifica invasione.
Ad aprire la parata 3 vetture simbolo della Motor Valley: Dallara Stradale, Ferrari Portofino, Lamborghini Countach 25 anniversario.
La sfilata per il centro di Roma ha permesso il passaggio vicino ad alcuni dei monumenti più rappresentativi nella storia dell’umanità, tra questi il Colosseo, Trinità dei Monti, L’Altare della Patria, Castel Sant’Angelo e Palazzo Chigi.
Come da tradizione della Cento Ore, una volta abbandonati i volanti, è iniziata la parte sociale”, che seppure limitata dalle normative vigenti, è sempre un momento piacevole.
Come prima serata la cena è stata organizzata alla Terrazza Caffarelli, raggiunta dopo aver salito l’iconica Scalinata del Campidoglio illuminato dal tricolore.E per concludere, un pensiero che viene dal cuore: “ma quanto è bella Roma?”…

Day 1: da Roma a Perugia
Partiti!
Questa mattina alle 8.15 il tricolore è sventolato davanti alla prima auto in gara.
Villa Borghese a Roma è stato lo scenario per lo start delle Modena Cento Ore 2020.
Dopo un breve percorso per uscire da Roma e scaldare i motori con i controlli timbro avvenuti a Monterotondo e a Rieti, ci lasciamo alle spalle le mura rietine di origine romanica.
I motori cominciano quindi a lavorare seriamente con la prima prova speciale sul percorso della mitica cronoscalata Rieti-Terminillo.
Nata nel 1966, la Rieti-Terminillo si svolge lungo la strada statale 4 Bis ed è lunga circa 15 km per un dislivello di 1.125 metri e una pendenza media dell’8%. Il percorso era considerato, vista la forte pendenza intermezzata da tratti molto veloci, tra i più veloci e selettivi d’Europa.
Dopo la pausa pranzo dove le assistenze hanno cominciato a lavorare per perfezionare le macchine sulla base delle indicazioni fornite dai piloti, la seconda prova speciale, sempre sullo stesso tracciato.
A detta di molti piloti, ,a parte più divertente è stata quella della prova speciale, perché la strada chiusa ti permette di assaporare i piaceri di guida in un modo diverso ma, il tratto più spettacolare è stata la discesa dal Terminillo i direzione Assisi.
In questo tratto la strada corre tra il fianco di due montagne e la vallata, ed è un continuo susseguirsi di curve dolci e in contro pendenza, che permette di divertirsi in tutta sicurezza.
Lo scenario attorno era un piccolo anticipo di inverno co gli alberi in livrea autunnale.
Terminata la prova gli equipaggi hanno cominciato il viaggio che li porta a Perugia, arrivo di tappa della giornata dopo aver attraversato Assisi, uno delle località più affascinanti del centro Italia
Il sole ci accompagna e, al momento le gomme rain restano parcheggiate nei furgoni delle assistenze.

Day 2: da Perugia a Firenze
Raramente capita, in un solo giorno, di vedere così tanti, molteplici, aspetti del bello. Oggi, la seconda giornata della Modena Cento Ore 2020, ha dato il meglio di sé, coprendo uno spettro incredibile di meravigliosi momenti.
La partenza delle vetture da corsa dal centro di Perugia è stato un buon inizio, seguito dall’emozione dell’attraversamento di Todi, accolti dal rullo dei tamburi davanti il tempio di San Fortunato, e l’incredibile spettacolo offerto dalla cattedrale Santa Maria Assunta di Orvieto, il capolavoro dell’architettura gotica dell’Italia Centrale. A seguire, la prova speciale in salita “Colonnetta” e, per finire la mattina a “tono”, i giri sulla pista di Magione ed il pranzo nei box, vicini alle auto ancora calde.
Nel pomeriggio, le 2 prove speciali “Portole” e “Rassinata” sulle strade più tortuose e scenografiche della zona e infine Arezzo, con l’apericena sotto le Logge del Vasari in Piazza Grande dinnanzi alle auto esposte.
Uno scroscio di pioggia, seguita dall’arcobaleno, ha accompagnato gli equipaggi nella parte iniziale del viaggio verso Firenze, aggiungendo un’ulteriore scenografia.
Come da tradizione, l’arrivo in Piazza Ognissanti nel centro di Firenze ha segnato la fine della seconda tappa.
La parte competizione si è rivelata sin da subito molto selettiva, e son state parecchie le vetture che, per i problemi più disparati, hanno subito un rallentamento o si sono dovute fermare. Se potranno riunirsi al gruppo domani, lo deciderà la bravura delle assistenze ed un pizzico di fortuna nell’avere un ricambio disponibile o un danno riparabile. La speranza è di ritrovare tutti alla partenza in grigia domani, sulla pista del Mugello.
Siamo stati felici di vedere l’ingresso in gara, con un giorno di ritardo, dell’equipaggio inglese R. Evans e G. Faux sulla loro Isorivota IR300 Coupe GT, appiedati da un guasto alla frizione nel prologo di domenica sera, durante la parata nel centro di Roma.
A fine giornata in testa nella sezione competizione troviamo il team belga G. Janssens e T. De Geetere su Porsche 911 SC, seguiti dall’equipaggio inglese A. Siddali e S. Perez su Ford Escort RS 1800. A separare i due equipaggi, meno di 2 secondi.
Più tranquilla, ma sempre avvincente, la sezione regolarità, dove la sfida al decimo di secondo è meno cruenta per i mezzi.
Per la sezione regolarità, al primo posto troviamo l’equipaggio tedesco del team Bad Boys Racing S. Rohleder e N. Hahn su Porsche 911 2.4T seguiti dall’equipaggio belga C. De Buck e W. De Buck Porsche 911 Carrera Coupè.
A separarli una distanza minima che renderà la sfida avvincente nei prossimi giorni.

Day 3: Firenze, Mugello, Firenze
Partita dal centro di Firenze, la terza tappa della Modena Cento Ore 2020 si è subito diretta verso vicino Mugello Circuit.
Dopo la prima sessione di prove libere, uno scroscio ha scombussolato i piani di molti.
La partenza in griglia è avvenuta con una leggera pioggia che subito dopo si è trasformata in un discreto temporale obbligando l’ingresso in pista della safety-car.
Passato un giro, con la pioggia diminuita di intensità e i piloti più consci delle condizioni del circuito, bandiera verde e ripartenza.
La pista, però, è rimasta scivolosissima e i piloti hanno dovuto sfoderare tutte le loro capacità per riuscire a scaricare a terra la potenza dei loro motori.
La stessa situazione, seppure ridotta, si è riproposta nella sezione regolarità, dove anche un professionista come Emanuele Pirro, a bordo della Lamborghini Countach 25 Anniversario, ha dovuto stare attentissimo per evitare impegnative intraversate nel momento in cui affondava troppo sull’acceleratore.
Qualche innocuo testa coda ha comunque accompagnato lo svolgimento delle due gare, fortunatamente nessuna autovettura ha dovuto lasciare la competizione a causa di “danni da impatto”, anche se qualche mezzo porta ben visibili i segni della sfida toscana.
Terminate le gare al Mugello, si è subito ripartiti per iniziare, dopo pochi chilometri, le prove speciali.
La prima si è disputata sulle splendide curve del Passo de Giogo, mentre la seconda nella località di Cornacchiaia. Anche su strada la recente pioggia aveva lasciato delle condizioni estremamente delicate.
Nel pomeriggio si ritorna sugli stessi percorsi per un secondo giro di prove speciali che ingaggiano nuovamente i piloti.
Il primo posto in classifica sia per la regolarità che per la velocità è rimasto invariato rispetto a ieri.
Per quanto riguarda le classifiche, malgrado le variabili condizioni di oggi, nella sezione velocità ha concluso ancora in testa l’equipaggio belga G. Janssens e T. De Geetere su Porsche 911 SC, seguito dal team inglese A. Siddali e S. Perez su Ford Escort RS 1800.
Per la sezione regolarità, al primo posto troviamo l’equipaggio tedesco del team Bad Boys Racing S. Rohleder e N. Hahn su Porsche 911 2.4T seguiti dall’equipaggio belga C. De Buck e W. De Buck Porsche 911 Carrera Coupé.
Vediamo però sempre più altre vetture avvicinarsi e contendersi i posti sul podio.
L’edizione 2020, che già tante modifiche aveva dovuto subire a causa dalla pandemia, in primis la data, si conferma l’edizione dei cambiamenti anche al volo.
Come per saggiare la capacità organizzativa del team Canossa, il nuovo decreto governativo “vecchio” di sole 24 ore, ha obbligato a reinventare le ultime due serate.
Questa sera quindi non sarà possibile svolgere la Gala Soirée presso Palazzo Vecchio a Firenze, la serata si svolgerà quindi nella Ballroom del St.Regis.
Domani sera invece la cerimonia di premiazioni organizzata presso l’Accademia Militare di Modena si terrà presso il MEF, il Museo Enzo Ferrari di Modena.

Day 4: Da Firenze a Modena
Siamo a Modena.
La capitale della Motor Valley ci ha festosamente accolto dopo i nostri 4 giorni in giro per gli autodromi del centro Italia e le prove in salita più impegnative.
È sempre difficile, nello scrivere queste poche righe, trattenere le emozioni.
La gioia, il piacere del tempo passato insieme a degli amici a guidare delle macchine splendide, si contrappone a un velo di tristezza perché da domani si tornerà alla vita di tutti i giorni.
Parlando con i partecipanti, è facile comprendere come gli stessi sentimenti accompagnino anche loro, quest’anno poi, a causa della pandemia mondiale il ritorno a casa per tutti sarà un po' meno gioioso e un po' più ricco di incognite.
È stato bello, in un anno così particolare, trascorrere questi pochi giorni di puro divertimento, anche se condito con un sano agonismo.
Tante, tra le macchine sopravvissute alle competizioni di velocità, portano evidenti, sulla carrozzeria, i segni dei combattimenti in pista. Lo spirito dei concorrenti è però sempre lo stesso e si può facilmente definire indomito.
Una chiave inglese e un martello sono sufficienti per cercare di arrivare a fine tappa in qualche modo e per permettere poi alle assistenze di compiere i consueti miracoli.
L’obiettivo comune è, comunque, a prescindere, in ogni modo, arrivare in Piazza Roma a Modena per venire considerati tra coloro che hanno portato a termine la gara.
Nella giornata conclusiva due le prove speciali in salita disputate la mattina: Monte Faggiola e Sambuca sono state veramente impegnative per la loro complessità tecnica, la ridotta larghezza e le condizioni dell’asfalto che variavano da asciutto a bagnato a sporco con terriccio e foglie.
Dalla ricerca della traiettoria perfetta si è rapidamente passati al “cerchiamo più o meno di fare la curva”.
Terminata la splendida discesa verso Imola circondati da meravigliosi boschi che hanno mostrato un foliage assolutamente spettacolare, l’arrivo in uno degli autodromi più celebri del mondo.
La pista di Imola ha scritto alcune delle pagine più importanti della storia dell’automobilismo italiano e mondiale.
Per i più appassionati il passaggio alla curva del tamburello, ancora circondata dalle bandiere Brasiliane, è stato un autentico colpo al cuore.
Da lì, solo un breve tratto di autostrada fino a Modena, e poi l’ingresso in centro città prima della cerimonia del palco dove Luigi Orlandini ha dato il ben arrivato ad ogni equipaggio.
La cena ha dovuto cambiare location a causa del nuovo decreto ministeriale e si è spostata dall’Accademia militare al Museo Enzo Ferrari.

Il padrone di casa, Luigi Orlandini, ha tenuto un breve discorso dove da un lato ha ringraziato i partecipanti che sono riusciti ad intervenire e dall’altro ha tenuto a sottolineare come la partecipazione ufficiale alla Modena Cento Ore 2020 di Dallara e Automobili Lamborghini sia stato realmente apprezzato per il valore simbolico di portare in giro per il mondo il messaggio che la Motor Valley non si ferma.
Nello stesso discorso ha tenuto anche a ringraziare Ferrari per la disponibilità nell’aprire, con minimo preavviso, le porte del suo MEF per la cena di gala.
Ed è nel corso di questa serata che sono stati distribuiti i premi.

Courtesy Il Team Modena Cento Ore

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