Maggiori rischi ad investire nelle rinnovabili.

Le rinnovabili in Italia

Dalle incertezze normative a quelle finanziarie: vanno di pari passo questi problemi delle rinnovabili in Italia, tanto che se ne continua a discutere in tutte le sedi, dai tavoli del Governo alle associazioni del settore, passando per i maggiori gruppi industriali.

Anche il convegno della Camera di commercio milanese ha evidenziato lo stallo delle energie alternative nel nostro Paese, soprattutto il fotovoltaico, con l'imminente stop al 31 maggio del terzo conto energia e l'attesa per le nuove misure che dovranno definire gli incentivi per il solare e le altre fonti pulite.

Uno stallo che ha frenato gli investimenti delle aziende, perché spesso le banche hanno scelto la via della prudenza, rinviando ai prossimi provvedimenti dell'esecutivo le decisioni su quanti e quali impianti finanziare.

La gestione del rischio

È chiaro che l'incertezza normativa aumenta le difficoltà di trovare i capitali per realizzare i progetti.

Entrano sulla scena nuovi investitori, con diversi tipi di fondi: sovrani, pensionistici, di private equity, che tuttavia pretendono rendimenti più elevati che fanno crescere i costi dei finanziamenti, come ha evidenziato Raoul Savastano di Ernst & Young.

Inoltre, diventa sempre più complesso definire un quadro stabile e omogeneo sui rischi di un investimento, perché le riduzioni improvvise degli incentivi (necessarie ma che dovrebbero essere graduali, come avvenuto in Germania, e senza effetti retroattivi), cambiano i calcoli sui rapporti costi/benefici di ogni impianto in cantiere.

Quindi c'è un doppio problema: uno è la certezza del diritto, segnalato dall'avvocato Davide Guardamagna e l'altro è la convenienza di un progetto, emerso dalle analisi sui piani finanziari di Giuseppina Matarazzo, docente dei master Eeerm (Energy and environmental risk management) presso l'Università di Milano Bicocca.

Fonte Energia24Cub

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