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Auto con targa straniera che circola in Italia, cosa cambia con il decreto sicurezza Salvini

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Indice articoli

Auto con targa straniera circolante in Italia

Grosse difficoltà in arrivo per chi circola con un'auto con targa straniera intestata ad una persona residente in Italia da più di 2 mesi.

Il DECRETO-LEGGE 4 ottobre 2018, n. 113 recante disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonche' misure per la funzionalita' del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata. (18G00140) (GU Serie Generale n.231 del 04-10-2018) note: Entrata in vigore del provvedimento: 05/10/2018 - Decreto-Legge convertito con modificazioni dalla L. 1 dicembre 2018, n. 132 (in G.U. 03/12/2018, n. 281) ha apportato significative, restrittive, novità.  

La modifica degli articoli 93, 132 e 196 del Codice della Strada.

Con il Decreto sicurezza sono state apportate significative modifiche al codice della strada, per ciò che riguarda le auto con targa estera sono:

Art. 93 c.d.s. - Le modifiche vietano a chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo la disponibilità dei veicoli in particolari forme documentate di leasing, comodato o noleggio s.c.

Art. 132 c.d.s. - Il veicolo immatricolato all'estero può circolare in Italia al massimo per un anno, scaduto questo termine, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l’intestatario può chiedere all’UMC competente un foglio di via per lasciare il territorio nazionale. Se si circola oltre l’anno previsto, la sanzione pecuniaria è aumentata, il veicolo è sequestrato e, se non si provvede alla nazionalizzazione oppure all'esportazione, entro 180 giorni viene confiscato;

Art. 196 c.d.s. - Riguarda l'obbligato in solido: per l’art. 94 c. 4 bis è tale non più il proprietario del veicolo ma l’intestatario temporaneo: nel caso di veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia è la persona residente in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo.


Le modifiche all'art 93 del Codice della Strada

Nell’articolo 93 cds sono inseriti i nuovi commi di divieto ed eccezioni.

  1. divieto di circolare in Italia con un veicolo immatricolato all’estero, a chi abbia la residenza nel Paese da oltre 60 giorni;
  2. eccezioni (valide se a bordo c’è un documento di data certa firmato dall’intestatario del mezzo) da cui risulti:
    - il titolo e la durata della disponibilità del veicolo;
    - utilizzo di veicolo in leasing o in locazione senza conducente (noleggio).
    - veicolo dato in comodato da un’impresa Ue o See (che non ha in Italia sedi secondarie o effettive) a suo lavoratore o collaboratore.

In caso di controllo su strada, le targhe e i documenti verranno ritirati dalle forze dell'ordine e trasmessi alla Motorizzazione Civile Italiana.

In ogni caso, chi guida un veicolo non suo, che ha ricevuto in prestito, ma non ha a bordo il documento che ne attesta la disponibilità dovrà pagare 250 euro, oltre al fermo amministrativo dell'auto, ed esibire entro 30 giorni all'autorità il documento.


Le modifiche all'art 132 del Codice della Strada

Art. 132 c.d.s. - Il veicolo immatricolato all'estero può circolare in Italia per un massimo di un anno, dopo questo termine, se il veicolo non viene immatricolato in Italia, l’intestatario può chiedere alla Motorizzazione competente un foglio di via per lasciare il territorio nazionale.

Se si circola oltre l’anno previsto, la sanzione pecuniaria è notevolmente aumentata, il veicolo viene sequestrato e, se non si provvede alla nazionalizzazione oppure all'esportazione, entro 180 giorni viene confiscato.


Le modifiche all'art 196 del Codice della Strada

Art. 196 c.d.s. - Riguarda l'obbligato in solido, ossia chi è tenuto a rispondere di eventuali danni a persone o cose: per l’art. 94 c. 4 bis è tale non più il proprietario del veicolo ma l’intestatario temporaneo: nel caso di veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia è la persona residente in Italia che ha, a qualsiasi titolo, la disponibilità del veicolo.


Cosa succede in pratica

Con le modifiche introdotte dal decreto sicurezza al Codice della strada, per fare scattare l’illecito basta essere colti a circolare con targa straniera (anche se si circola in Italia con un’auto con targa estera avuta in prestito occasionalmente).

Fermato un veicolo con targa straniera, le forze dell'ordine verificano se il guidatore risiede in Italia da più di 60 giorni e se non si rientra in uno dei casi di esenzione dalle sanzioni.

Le sanzioni sono elevate: superano i 700 euro, oltre al fermo Amministrativo ed anche alla confisca del mezzo, nel caso in cui non si prendano le targhe italiane o non si riporti il veicolo all'estero.

Oltre a pagare la sanzione, il veicolo dovrà essere tenuto in deposito ed immatricolarlo in Italia entro 180 giorni.

Trascorso questo tempo scatterà la confisca.

Se invece si paga la sanzione, la Motorizzazione restituirà al proprietario targhe e documenti estere e rilascerà il foglio di via e la targa provvisoria per portare il veicolo fuori Italia.


Come reimmatricolare con targhe italiane

Se chi è stato già multato decide di reimmatricolare con targa italiana dovrà rivolgersi agli uffici della motorizzazione (ATTENZIONE non al PRA) dove dovrà seguire la solita procedura prevista, compresi gli adempimenti anti-evasione IVA, non essendo ancora stata prevista una procedura specifica, e più veloce, per queste situazioni.

Intanto la direzione della Motorizzazione sta predisponendo disposizioni operative transitorie, però ancora non sufficienti per sveltire i tempi.

Tagged under: targa straniera,

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