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Stop alla circolazione delle auto con targhe estere.

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E' un fenomeno sempre in aumento la circolazione in Italia di auto con targhe estere senza pagare il bollo auto ed evitando i costi della revisione e, spesso, anche le multe.

La motivazione è ovviamente economica; assicurazione e bollo costano, sopratutto nel paesi dell'est Europa, molto di meno.

Da qualche anno il fenomento è stato frenato dalla modifica delle regole pre la trascrizione al PRA della radiazione per esportazione (adesso è infatti possibile solo quando il veicolo è materialmente uscito dal confine italiano), ma gli espedienti utilizzati sempre più spesso per circolare legalmente in Italia consistono nell'utilizzo di un contratto di leasing con società ubicate in Paesi dell’Est, come Romania e Bulgaria oppure nella reale esportazione all'estero cui segue il rilascio delle targhe straniere ed il ritorno della stessa macchina in Italia.

Sempre più spesso Polizia e Carabinieri sequestrano auto con targhe straniere circolanti in Italia.

Cosa prevede il Codice della Strada per la circolazione con targhe estere.

Il Codice della Strada dispone che i veicoli immatricolati in paesi diversi dall’Italia e di proprietà di cittadini residenti in Italia, possono circolare nel nostro territorio per un massimo di un anno. Dopo tale periodo, gli automezzi con targa straniera devono essere immatricolati con la targa italiana. Il proprietario che non lo fa, se viene ”pizzicato”, subisce il sequestro dell’auto e una multa fino a 335 euro.

Nel 2017 la Polizia Stradale ne ha sanzionati 774: oltre la metà avevano targa romena.

Cosa prevede il decreto sicurezza del 2018.

Dovrebbe vedere la luce, nel decreto sicurezza del 2018, una norma che, con alcune deroghe, vieta, a chi risiede in Italia da oltre 60 giorni, di circolare sul territorio nazionale con veicoli a targa estera.

Dice il ministro dei trasporti Danilo Toninelli che si tratta di "Una misura per porre un freno al fenomeno della cosiddetta esterovestizione e bloccare chi, con l'escamotage della targa estera, fino a ieri eludeva il fisco, non pagava né bollo né assicurazione e di fatto anche eventuali multe" precisando che "coloro che violeranno il divieto che abbiamo imposto dovranno pagare una multa salata e, se non si metteranno in regola, si potrà arrivare sino alla confisca del veicolo". "Grazie al Governo e alla volontà del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i furbetti che fino a ieri utilizzavano in Italia auto immatricolate all'estero, pur risiedendo nel nostro Paese, non potranno più eludere tasse e controlli", aggiunge Toninelli, che conclude: "Con noi i furbi non avranno più vita facile".

La lotta contro i furbetti delle targhe straniere potrebbe prendere quindi una piega positiva. L’Unione Europea sta potenziando un sistema di interscambio informatizzato chiamato Eucaris cui, in tempi brevi, dovrebbero aderire tutti i paesi Europei.