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Concorso di colpa in caso di incidente con cintura non allacciata.

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Le cinture di sicurezza costituiscono, in caso di incidente stradale, il più importante meccanismo di protezione per chi, guidatore o passeggero, viaggia nell'auto.

L'uso della cintura di sicurezza, infatti, riduce il rischio che il guidatore ed i passeggeri urtino l'interno del veicolo o vengano catapultati fuori al momento dell'impatto a causa lell'energia cinetica accumulata dal veicolo in movimento.

I corpi, infatti, se non trattenuti, continuerebbero a viaggiare in avanti per inerzia e, con l'energia cinetica accumulatasi sulla base della velocità e della massa, verrebbero proiettati contro il volante, il cruscotto e il parabrezza, con il rischio di sfondamento e conseguenti gravi lesioni o la perdita della vita.

L'obbligo di allacciare le cinture è previsto dal codice della strada proprio a tutela dell'incolumità e della salute pubblica durante la circolazione stradale.

Se si verifica un incidente ed uno degli occupanti riporta lesioni gravi o peggio, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza, non vale, di per sé, ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l’impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima, e l’evento.

Infatti la mancata osservanza dell'obbligo della cintura rappresenta un contributo causale alla produzione dell'evento mortale, traducendosi in un eventuale concorso colposo della vittima che deve essere necessariamente valutato e quantificato ai fini delle connesse determinazioni.

Così è stato deciso dalla Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione con sentenza n. 25138 del 6 giugno 2013.

Secondo l'orientamento dominante in giurisprudenza, fatto proprio dai giudici di legittimità: "In tema di omicidio colposo conseguente a sinistro stradale, il mancato uso, da parte della vittima, della cintura di sicurezza non vale di per sé ad escludere il nesso di causalità tra la condotta del conducente di un'autovettura che, violando ogni regola di prudenza e la specifica norma del rispetto dei limiti di velocità, abbia reso inevitabile l'impatto con altra autovettura sulla quale viaggiava la vittima, e l'evento, non potendo considerarsi abnorme né del tutto imprevedibile il mancato uso delle cinture di sicurezza, il quale può, tuttavia, riflettersi sulla quantificazione della pena e sull'ammontare risarcitorio" (Cass. pen., Sez. IV, n. 42492 del 3 ottobre 2012, Rv. 253737).

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