Come risparmiare sull'acquisto del carburante, benzina e gasolio a prezzo più basso rifornendosi alle Pompe Bianche.

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Categoria: Circolazione
Creato 15 Marzo 2012 Ultima modifica il 10 Settembre 2012
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Perchè sale il prezzo della benzina.

Il prezzo dei carburante sale alle stelle spinto dall'aumento del costo del greggio e dalle accise (tante) che gravano sul suo prezzo.

Ma perchè il costo dei carburanti alla pompa è così alto e sopratutto sempre, inesorabilmente, legato agli aumenti e mai alle discese del costo del barile?

I fattori sono diversi ma uno dei più importanti è che le stazioni di servizio tradizionale sono legate dalle grandi compagnie di distribuzione di carburante (Eni, Esso, Q8, Total, ERG, IP solo per elencarne alcuni).

La compagnia petrolifera è spesso proprietaria del terreno e dell'impianto ed affida la conduzione ad un gestore.

Ovviamente una delle condizioni contrattuali tra gestore dell'impianto e compagnia di distribuzione è che acquisti i prodotti petroliferi della compagnia stessa.

Gestione dell'auto: come risparmiare sull'acquisto di carburante?

Il primo sistema è quello di privileggiare i distributori self-service. Poi ci sono le 'pompe bianche': i distributori low-cost senza marchio.

Sono dette "bianche" poiché, almeno in origine, non si presentavano con un marchio, bensì totalmente spoglie: bianche. Il fenomeno, tutto italiano, è nato in alcune piccole realtà locali, ma ormai riguarda un pò tutta la Penisola.

Le pompe bianche sono dei distributori di carburante, introdotti in Italia attraverso la liberalizzazione del settore nel 2008, non facenti capo a nessuna grande compagnia, multinazionale e non, di distribuzione di carburante.

Oggi il fenomeno conta, in Italia, una cifra stimata tra i 1'000 ed i 1'500 distributori indipendenti: piccoli proprietari che gestiscono per loro conto l'approvvigionamento di carburante di cui l'utenza ha bisogno.

Le pompe bianche sono stazioni di servizio indipendenti e non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione di carburante più note.

La conduzione autonoma dell'impianto permette una gestione più semplice dei costi di gestione, soprattutto perché non sono presenti quelli legati all'acquisto obbligatolla compagnia di riferimento ed alle grandi campagne di promozione che vengono invece sostenuti dalle compagnie tradizionali.

Quanto si risparmia facendo benzina o gasolio alle pompe bianche low-cost?

Presso le stazioni di servizio "no logo" è possibile risparmiare fino a 10 centesimi al litro rispetto alla media degli altri marchi commerciali.

Non esiste un risparmio fisso garantito: dipende, ovviamente, anche dai consumi della propria autovettura e dai chilometri percorsi. In ogni caso, il carburante distribuito dalle pompe bianche è venduto, mediamente, a 5 cent in meno rispetto al prezzo di mercato (anche se sono stati riscontrati sconti anche oltre i 10 cent). In alcuni casi, insomma, il risparmio può arrivare anche ben oltre i 100 euro annui.

Intervenendo poi sul margine lordo, che per gli operatori è pari a circa il 14 centesimi per litro, l'imprenditore riesce a spuntare prezzi alla vendita più bassi di quelli della rete tradizionale.

Secondo alcune stime le "pompe bianche" sono arrivate a 1.500-2.000, con una quota di mercato pari a circa il 7%.

Dove scaricare l'elenco delle stazioni di servizio delle 'pompe bianche'?

Ci sono molti siti che forniscono l'eleco dei distributori di carburante bianchi, ma molti sono poco aggiornati. Fra i più attendibili segnaliamo:

  • www.pompebianche.net
  • www.pompebianche.com
  • www.pompebianche.it

Un elenco aggiornato delle pompe bianche è anche disponibile on-line a questo link.

Dove scaricare le mappe delle pompe bianche e le app per trovarle?

  • Cerca l'indirizzo e la mappa delle pompe bianche in Italia su www.pompebianche.it;
  • scarica l' app "Pompe Bianche" per iphone ed iPad.

Si risparmia molto quando si fa il pieno di carburante alle pompe bianche?

Per un automobilista medio il risparmio può sembrare non significativo: su 100 litri di gasolio o benzina verde caricata presso una pompa bianca si riesce a risparmiare circa due euro.

Il vantaggio economico delle pompe bianche comincia a sentirsi con percorrenze, e quindi consumi di carburante, più importanti

Quali sono le cause dell'alto costo del carburante in Italia?

In Italia, oltre alle problematiche strutturali legate ai costi delle rete di distribuzione (cui le pompe bianche offrono una parziale soluzione) il costo dei carburanti è elevato per via delle accise che gravano sul costo finale di benzina e gasolio. 

Che cosa è l'accisa sulla benzina.

 

L'accisa è una imposta sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo. Il termine deriva dall'olandese accijns, che a sua volta deriva dal latino accensare, che significa "tassare".

Si tratta di un tributo indiretto che colpisce singole produzioni e singoli consumi. In Italia le accise più importanti sono quelle relative ai prodotti energetici (quindi i carburanti e gli oli), all'energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi.

Elenco delle accise che gravano sul costo del carburantie

  •     1,90 lire per il finanziamento della guerra di Etiopia del 1935
  •     14 lire per il finaziamento della crisi di Suez del 1956
  •     10 lire per il finanziamento del disastro del Vajont del 1963
  •     10 lire per il finanziamento dell’alluvione di Firenze del 1966
  •     10 lire per il finanziamento del terremoto del Belice del 1968
  •     99 lire per il finanziamento del terremoto del Friuli del 1976
  •     75 lire per il finanziamento del terremoto dell’Irpinia del 1980
  •     205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983   
  •     22 lire per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996
  •     39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.

Si tratta di cifre singolarmente minime, nell’ordine del millesimo di euro o di 10 centesimi, eppure sommate, queste una tantum sono diventate col passare degli anni una massa che determina un aggravio complessivo di quasi 25 centesimi.

Ma non solo c'è una tassa sulla tassa. Su questi 25 centesimi di euro infatti, sommati alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.

 

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