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Autentica atto di vendita auto: Sottoscrizione di chi non sa o non può firmare

La sottoscrizione dell'atto di vendita di chi non sa o non può firmare.

Per il soggetto non vedente la sottoscrizione dell' atto di vendita auto va effettuata con un segno di croce  L.18/1975).

Nel caso in cui in non vedente non sia in grado di apporre tale segno, si dovrà riportare l'appropriata dicitura: 'impossibilitato a sottoscrivere', accompagnata dalla sottoscrizione effettuata da parte di due testi di fiducia dell'interessato, identificati tramite documento personale in corso di validità.

Per tutti gli altri casi che riguardino i soggetti capaci di intendere e di volere, che non sanno o non possono firmare per cause che siano diverse dalla cecità, un'idonea dichiarazione è ricevuta dal pubblico ufficiale che, accertata l'identità, attesterà nel corpo dell'autentica che tale dichiarazione è stata a lui resa dall'interessato, in presenza di un impedimento a sottoscrivere senza l'intervento di testimoni (art.4 DPR 445/2000).

Nella sezione Scarica è disponibile il fac-simile dell'atto di vendita auto da scaricare gratis.

Come richiedere una formalità al PRA in presenza di Certificato di Proprietà digitale (CDPD)

CDP Digitale: cosa cambia rispetto al CDP Cartaceo.

Se si è in possesso di un Certificato di Proprietà Digitale ( CDPD ) e si deve effettuare una formalità al PRA (trasferimento di proprietà auto, intestazione agli eredi, perdita di possesso, revoca del fermo amministrativo ecc..) la procedura non è molto diversa rispetto a chi ha il CDP cartaceo.

Se si va al PRA o ad uno Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) ossia le agenzie abilitate o le delegazioni ACI, il grosso vantaggio è che non bisogna preoccuparsi di avere con se il CDP e neanche l'attestazione CDPD.

La richiesta della formalità può essere presentata solo dall’intestatario o avente titolo, non essendo il semplice possesso della ricevuta con i codici di accesso titolo sufficiente.

Se la richiesta è presentata tramite un terzo soggetto delegato è necessario presentare allo STA una delega sottoscritta dall’intestatario o avente titolo con allegata fotocopia del documento di identità. 

Il semplice possesso della attestazione di emissione del CDPD con i codici di accesso non è titolo sufficiente.

Se si vuole solo materializzare il CDPD

In alcuni casi non è possibile svolgere subito la pratica, ad esempio quando voglio fare l'autentica dell'atto di vendita in comune, oppure l’atto di vendita prevede la firma di più soggetti, in ogni caso quando la formalità non può essere conclusa presso lo stesso STA.

In questo caso devo richiedere la 'materializzazione' del CDPD 

Per la materializzazione del CDPD  non è previsto il pagamento di nessuna tariffa pubblica.

Eliminazione del PRA con la proposta Nencini, ma è vero risparmio per i cittadini?

Tramite il quotidiano La Repubblica, il 10 aprile scorso, il Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Riccardo Nencini ha reso nota la propria idea di riforma Aci/Mctc basata sull' accorpamento degli archivi e la semplificazione burocratica, nell'ottica di offrire ai cittadini un servizio più efficiente e, sopratutto, più economico.

Il progetto di riforma si basa sui seguenti punti:

  • eliminare il PRA;
  • eliminare il Certificato di Proprietà e dare all'automobilista un documento unico;
  • passare le competenze di Aci/PRA a MCTC;
  • trasferire 2.500 dipendenti Aci alla MCTC;
  • ridurre gli emolumenti ACI (27€) e MCTC (9€) a 25€ totali, con un risparmio per il cittadino di 11€ a operazione;
  • ridurre i costi totali della gestione Aci PRA da 190 milioni a 130 milioni, con un risparmio per lo Stato di 60 milioni di euro.

Sulla carta sembrerebbe tutto ben fatto ma, secondo i lavoratori di ACI Informatica, i conti non tornano.

Sul proprio sito www.autorganizzati.org hanno pubblicato un dossier di analisi della proposta di riforma aci del vice ministro Nencini nel quale argomentano una situazione ben diversa da quella prospettata.

L'eliminazione del PRA porterebbe, in realtà, ad un costo di 22 milioni di euro per lo Stato e quindi per i cittadini.

Perchè allora si vuole a tutti i costi attuare la semplificazione automobilistica con queste modalità, ossia l'eliminazione dell'ACI?

Ci sono interessi in ballo che vogliono la chiusura a tutti i costi del PRA?

Secondo questo dossier si! ci sarebbero forti interessi nel rendere disponibile ai privati sostanziosi pezzi di pubblica amministrazione.

Grazie alla riforma del 1993, che ha dato valore legale al dato magnetico, ed a quella del 2002 che introduceva lo STA (Sportello Telematico dell’Automobilista), che permette al cittadino di presentare la pratica in un solo ufficio, oggi un automobilista che deve aggiornare i documenti per un passaggio di proprietà può rivolgersi:

  • agli Uffici PRA;
  • agli uffici MCTC;
  • ad una Agenzia privata, che per l'invio telematico delle pratiche, puo liberamente scegliere il PRA (Polo ACI) o la MCTC (Polo DT).

Gli automobilisti sono quindi liberi di scegliere dove effettuare la pratica automobilistica, in base alle proprie esigenze, ai costi e alla funzionalità di chi svolge la pratica.

Chi hanno scelto gli automobilisti e le Agenzie, nel 2013 per un totale Pratiche automobilistiche di 11.325.781 trascritte nel 2013 al Pubblico Registro Automobilistico?

Per l' 86,97% hanno scelto:
- Agenzie tramite ACI 6.719.004 trascrizioni, il 59,32% del totale;
- Direttamente all’ACI 3.131.006 trascrizioni, il 27,64% del totale.

per il 13,03%
- Agenzie tramite MCTC 1.423.104 trascrizioni, il 12,57% del totale;
- Direttamente alla MCTC 52.667 trascrizioni, il 0,47% del totale.

La stragrande maggioranza delle pratiche passano dunque per l’ACI (86,97%).

Di queste una parte rilevante viene svolta dagli automobilisti direttamente all’ACI (27,64%), che rilascia i certificati a vista.

Dalla lettura di questo dossier, ciascuno può farsi un'idea della situazione e valutare se, effettivamente, l'eliminazione del PRA è un vantaggio reale per gli automobilisti o se non si tratta invece di un ulteriore costo per la collettività mascherato da semplificazione.

E se, affidando all'ACI la gestione dell'archivio unico automobilistico i cittadini risparmiassero veramente?

Fonte www.autorganizzati.org

Archivio e Documento Unico auto: il PRA passa alla Motorizzazione.

Il 2015 segna, forse, la svolta per il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) da più di cento anni gestito dall'Automobile Club d'Italia (ACI).

La recente riforma della PA prevede infatti che esso confluisca nelle competenze del Ministero dei Trasporti direttamente o per tramite di una, costituenda, Agenzia.

Si tratta di una svolta epocale che, al netto di ideologie e campanilismi, sicuramente porterà benefici e negatività a secondo dei criteri che verranno seguiti per l'applicazione della riforma.

I vantaggi di Archivio e Documento Unico auto.

Semplificazione
-Attualmente, per buona parte delle richieste, in due archivi lavorano in cooperazione in modo trasparente per il cittadino che si rivolge in modo paritario ad uno dei due enti pubblici e quindi alle agenzie di pratiche automobilistiche, la realizzazione della unificazione porterà al 100% dell'accesso unificato con notevole semplificazione della procedura.
Costi
-Dal costo totale verrà a cessare l'emolumento PRA (27€). Non è tanto se consideriamo che permangono l'IPT per la provincia e le Imposte bollo per lo Stato che portano la spesa per un trasferimento di proprietà a minimo 250€ per le auto fino a 52 kw e sempre se ci si rivolge all'ufficio pubblico e non ad uno studio di consulenza che ovviamente deve aggiungere a questa cifra la propria prestazione.

I, possibili, svantaggi di Archivio e Documento Unico auto.

Costi
-come automobilisti, c'è il rischio che se la costituenda nuova struttura non garantirà il notevole afflusso dell'utenza privata garantito attualmente dall'ACI, si potrà verificare un considerevole spostamento dell'utenza verso le agenzie di comsulenza automobilistica (buon per loro!) con però un sicuro aggravio dei costi per il cittadino che dovrà (oltre le spese di trascrizione degli uffici pubblici) corrispondere i diritti di intermediazione (sicuramente superiori ai 27€ dell'emolumento PRA cessato);
-come cittadini, il bilancio pubblico verrà gravato dei costo dei dipendenti PRA assorbiti dal Ministero dei Trasporti che attualmente sono invece pagati dall'ACI e non dallo Stato.

Cosa cambia con il "decreto del fare" per gli automobilisti.

Il decreto del fare contiene importanti elementi che facilitano il rapporto burocratico tra automobilisti e Pubblica Amministrazione (Motorizzazione e PRA)

Il motivo conduttore è quello della semplificazione nelle comunicazioni tra Enti preposti ed i cittadini grazie all'uso delle nuove tecnologie di comunicazione. Quindi scambi telematici di informazioni tra organi dello Stato ed uso di e-mail ed sms.

Sono previste inoltre semplificazioni in caso di:

  • furto del veicolo (I cittadini non dovranno più comunicare al PRA la perdita di possesso);
  • cambio di residenza (era già trasparente per il cittadino, ma le comunicazioni tra gli uffici della Motorizzazione e del PRA per l'aggiornamento degli archivi avvenivano con strumenti cartacei)

In questi casi l'automobilista non dovrà più recarsi presso gli uffici per comunicare la variazione ma gli archivi verranno aggiornati automaticamente con flussi telematici.

Inoltre ogni variazione riguardante la proprietà del veicolo verrà comunicata immediatamente e gratuitamente all’interessato attraverso una e-mail oppure un sms.

Passaggio di proprietà con firma di venditore ed acquirente.

Ma, oltre che nella semplificazione, il disegno di legge contiene anche un'importantissima norma per aumentare la sicurezza dei trasferimenti di proprietà.

Infatti, sin dall'origine dell'istituzione del Pubblico Registro Automobilistico, per poter trascrivere la proprietà e favore dell'acquirente era sufficiente la sola manifestazione di volontà del venditore che sottoscriveva la c.d. dichiarazione di vendita unilaterale.

Il disegno di legge riporta invece il trasferimento di proprietà a quella che, giuridicamente, è la norma ossia la forma contrattuale con autentica della firma di entrambe le parti: venditore ed acquirente.

E' una novità importante perchè aiuta a diminuire tanti abusi e sopratutto le intestazioni false o fittizie.

Documento unico dei veicoli in sostituzione di carta di circolazione e certificato di proprietà.

Il Documento unico dei veicoli sostituisce CDPD e carta di circolazione

Prosegue il processo di unificazione degli archivi di PRA e Motorizzazione ai fini del rilascio al cittadino automobilista di un solo documento di circolazione che contenga i dati della attuale carta di circolazione e certificato di proprietà CDPD.

Sabato 11 novembre 2017 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 264 il decreto del MIT sul documento unico di circolazione www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2017/11/11/264/SG/html

Il progetto di unificazione degli archivi di PRA e motorizzazione è stato già avviato e l'entrata a regime del decreto si realizzerà secondo queste fasi:

- 24 luglio 2017 la vigilanza sulle attività del PRA è passata dalla Presidenza del Consiglio al Ministero dei Trasporti;
- 22 settembre 2017 entro questa data il Ministero dei Trasporti avrebbe dovuto emanare due decreti per attuare la riforma:
1) uno per stabilire le modalità con le quali il documento unico riporterà i dati relativi alla proprietà e alla disponibilità del veicolo (ad esempio, eventuali ipoteche e fermi, che attualmente sono annotati nel certificato di proprietà);
2) due per stabilire forma e contenuto del modulo di richiesta da presentare agli uffici per ottenere il documento unico;
Attualmente questa fase è in lavorazione attraverso la formazione di un tavolo tecnico congiunto.

E se affidando all'ACI l'archivio unico PRA/Motorizzazione i cittadini risparmiassero veramente?

E da tanto tempo che si dibatte della duplicazione degli archivi automobilisti tra dati tecnici (gestiti dalla motorizzazione) e dati giuridici, il PRA (gestito dall'ACI) e forse in questi giorni si arriverà finalmente ad una soluzione.

Il rischio è però che per individuare la soluzione si adottino criteri più demagogici che funzionali e di effettivo risparmio per il cittadino automobilista. Dietro il documento unico (che integri i dati di carta di circolazione e certificato di proprietà) si cela infatti la battaglia per l'eliminazione del PRA.

L'ipotesi alla stato attuale più accreditata prevede infatti il passaggio delle funzioni, e dei dipendenti del PRA (circa 3000 attualmente privati e non a carico dello Stato) nei ruoli della Motorizzazione, quindi con un costo elevato di 3000 nuovi dipendenti pubblici a carico di tutti i cittadini a fronte di un risparmio di una decina di euro sul costo del passaggio di proprietà, che in verità il cittadino automobilista effettua mediamente ogni 5 anni.

Ma c'è anche la proposta dell'ACI per la gestione dell'archivio e del relativo documento unico sui veicoli: che rappresenti veramente un risparmio per i cittadino? Vediamo.

L’ACI ha già illustrato al Governo una serie di proposte in grado di ridurre fortemente la spesa pubblica legata alla gestione delle formalità automobilistiche.

Sono soldi che lo Stato può risparmiare puntando su un ente pubblico non economico come l’ACI, che non costa nulla alla Pubblica Amministrazione ed agisce a tutela degli stessi automobilisti.

Il sistema informatico dell’ACI alimenta le banche dati della P.A. e può già rilasciare un documento unico che attesti proprietà e caratteristiche tecniche dei veicoli, in tutta la sua rete territoriale di 106 Automobile Club provinciali e 1.500 delegazioni. “Non sono necessari nuovi esborsi di denaro pubblico per hardware, software, uffici e locali – assicura il Presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani, – perché noi siamo già in grado di svolgere con capillarità ogni formalità necessaria, in linea con la normativa e con grande efficacia verso lo Stato e i cittadini”.

C'è poi da considerare l’intervento sull’abbassamento del costo dell'Imposta Provinciale di Trascrizione IPT proposto dal Ministro Lupi, che è la vera fonte di risparmio.

Finalmente un documento unico per l’auto, che costerà meno ai cittadini e comporterà risparmi per lo Stato e per tutta la filiera dell’automobile. Le dichiarazioni odierne del ministro Lupi vanno nella direzione da noi più volte auspicata, in linea con le proposte e i progetti presentati da ACI al Governo”.

Lo dichiara il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, che ribadisce il ruolo strategico del Pubblico Registro Automobilistico gestito da ACI come asse portante del Paese e della Pubblica Amministrazione.

Il sistema informatico dell’ACI alimenta le altre banche dati della P.A. e può già rilasciare un documento unico che attesti proprietà e caratteristiche tecniche dei veicoli Sticchi Damiani: “L’intervento sull’IPT proposto dal Ministro Lupi è la misura giusta per far risparmiare davvero le famiglie, in grado di abbattere di 365 euro il costo di un passaggio di proprietà che oggi sfiora 600 euro, incentivando il mercato con benefici per l’economia, l’ambiente e la sicurezza stradale”.

La sostituzione dell’Imposta Provinciale di Trascrizione con una quota sul bollo, proposta oggi dal Ministro Lupi, è la misura giusta per far risparmiare davvero le famiglie e più volte auspicata da ACI –conclude Sticchi Damiani – in grado di ridurre di 365 euro il costo di un passaggio di proprietà che oggi sfiora i 600 euro. L’emolumento del PRA per il servizio svolto incide solo per il 4%. Questo intervento incentiverebbe efficacemente il ricambio del parco circolante, con benefici immediati per l’economia, l’ambiente e la sicurezza stradale."

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