Il concessionario dei tributi deve esibire copia integrale della cartella esattoriale.

Con una recente pronuncia, la Suprema Corte di Cassazione, ordinanza 30 luglio 2013, n. 18252 ha risposto alla contestazione di un contribuente che aveva impugnato una cartella esattoriale poiché notificata incompleta, cioè priva di alcune pagine.

I giudici della Corte di Cassazione hanno sancito “… ciò che nella specie di causa si è verificato è che la società Concessionaria ha provveduto -in applicazione del menzionato art. 26- a notificare la cartella di pagamento con invio diretto della raccomandata postale, la quale ultima (alla stregua di qualunque atto pubblico) fa fede esclusivamente delle circostanze che ivi sono attestate, tra le quali non figura certamente la certificazione circa l'integrità dell'atto che è contenuto nel plico e men che meno la certificazione della corrispondenza tra l'originale dell'atto e la copia notificata”.

Il concessionario, quindi, non può produrre solo la ricevuta di ritorno della raccomandata, ma deve esibire copia integrale della stessa in quanto, secondo la Suprema Corte la ricevuta di ritorno prova solo il fatto che il contribuente abbia ricevuto un plico ma non assolutamente il suo contenuto.

Del resto, l’obbligo di esibire la cartella è previsto dall’art. 26, comma 4 del DPR n. 602/73, “il Concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

Producendo solo le ricevute di ritorno delle raccomandate senza le cartelle esattoriali il concessionario non ha ottemperato quindi all’obbligo previsto dalla legge.

La questione non è di poca rilevanza in quanto può accadere che il contribuente riceva una cartella priva di alcune pagine oppure che venga a conoscenza di un debito tributario solo ad esecuzione già iniziata (come nel caso di pignoramento su c/c bancario senza la preventiva notifica della cartella) e abbia la necessità oltre che il diritto di conoscere a pieno quanto gli viene richiesto.

Risulta chiaro quindi il diritto di ogni contribuente di visionare sempre copia delle cartelle che lo riguardano quando sorgono dubbi in merito alla loro completezza (o addirittura in merito alla loro esistenza).

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