Revisione auto coronavirus: proroga dei termini

Come sappiamo, a causa dell'emergenza Coronavirus Covid 19 le revisioni scadenti entro il 31 luglio 2020 sono stare rimandate al 31/10/2020

La proroga è senza dubbio necessaria, ma pone almeno due problemi importanti:

  1. sicurezza sulle strade;
  2. irrealizzabilità di tutte le revisioni nel solo mese di ottobre.

Tra marzo e luglio 2020 potrebbero esserci 6,7 milioni di veicoli insicuri sulle strade (poichè rimasti indietro con la revisione obbligatoria), ad essi se ne devono aggiungere altri 1,3 milioni in scadenza nel mese di ottobre.

Importanza della revisione per la sicurezza stradale

La revisione auto, non è solo un orpello burocratico, ma serve ad accertare la tenuta delle condizioni di sicurezza dei veicoli ed il mantenimento entro i limiti di legge, delle emissioni inquinanti .

Ma Il controllo tecnico riguarda particolarmente pneumatici, freni, dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione, rumori, cioè complessivamente la nostra e l'altrui sicurezza alla guida.

Irrealizzabilità di tutte le revisioni posticipate nel solo mese di ottobre

In prossimità della scadenza del 31 ottobre, sono previste circa 5-6 milioni di revisioni.

La capacità massima dei centri revisione per lo svolgimento del servizio è di 1,3 milioni di collaudi al mese: Secondo i calcoli dell’associazione di categoria, per smaltire l’arretrato ci vorranno circa dieci anni.

REVISIONI AUTO, urge una attenta valutazione di questa proroga

Con lo stato di emergenza per il Coronavirus, il Governo ha posticipato al 31 ottobre 2020 le scadenze dell’ispezione obbligatoria dei veicoli la cui revisione scadeva nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e luglio 2020.

Lo stabilisce il decreto legge 18 del 17 marzo “Cura Italia”.

L’articolo 92 comma 4 dice: «[…] è autorizzata fino al 31 ottobre 2020 la circolazione dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova di cui agli articoli 75 e 78 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 ovvero alle attività di revisione di cui all’articolo 80 del medesimo decreto legislativo».

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