KAP e CQC, le modifiche del nuovo articolo 116 del Codice della Strada.

KAP e CQC, le disposizioni di riferimento sono contenute nell'art 116 del CdS che, modificato dal d. l. n. 59 del 18 aprile 2011, armonizza le norme relative alla patente di guida con quelle concernenti il certificato di abilitazione professionale (KAP) e la carta di qualificazione del conducente ( CQC).

Il KAP è un documento che si affianca alla patente di guida e che permette di effettuare servizio di noleggio persone e servizio di piazza con autovetture con conducente.

La Carta di qualificazione del conducente (CQC), è un documento abilitativo che si aggiunge alla patente di guida e che è necessaria per tutti i conducenti che effettuano professionalmente l’autotrasporto di persone e di cose su veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, CE, D e DE.

Come cambia il KAP.

PRIMA

Erano previste 4 categorie:

  • KA: legata alla vecchia patente di categoria A, alla luce del decreto n. 59 è subordinata al possesso delle categorie A1, A2, A.
  • KB: legato alla vecchia patente B, alla luce del decreto n. 59 è subordinata al possesso delle categorie B1 e B.
  • KC e KD erano inizialmente connesse con le patenti di categoria C e D.

A partire dal recepimento in Italia della Carta di qualificazione del conducente, obbligatoria per il trasporto merci e persone per conto terzi, esse sono state soppresse.

ADESSO

La nuova formulazione dell’art. 116 del codice della strada, comma 11, riveniente dal citato d. l. n. 59 del 18/4/11, stabilisce che:

  • i conducenti titolari delle patenti di guida C1 e C, anche speciale, oppure C1E e CE, conseguono la CQC per il trasporto di cose;
  • i titolari di patenti di guida di categorie D1, D1E, D, DE, conseguono la CQC per il trasporto di persone.

Questa è sempre richiesta per il trasporto di scolari.

Ugualmente, per la conduzione dei filo-veicoli adibiti al trasporto di persone, è richiesta la CQC invece della vecchia carta di qualificazione.

Rimane confermato l’obbligo di conseguire le speciali abilitazioni, connesse con la specificità di alcuni trasporti professionali (come le merci pericolose), previste dagli accordi internazionali conclusi dall’Italia.
 

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