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Auto Pratiche facili: Semplificare la burocrazia delle pratiche auto


 

Equitalia deve conservare per cinque anni la copia della cartella di pagamento.

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Categoria principale: Pratiche auto Categoria: Vincoli
Creato 15 Maggio 2014 Ultima modifica il 23 Maggio 2014

La copia della cartella di pagamento con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento deve essere conservata da Equitalia, ed in generale dai concessionari dei tributi,  per cinque anni durante i quali hanno l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione.

Tale obbligo deriva dall'art. 26 comma 4 del d.P.R. 602 del 1973 che obbliga Equitalia ed i Concessionari a "conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell'avvenuta notificazione o l'avviso del ricevimento ed ha l'obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell'amministrazione".

Qualunque altro elaborato informatico formato dall'esattore, sebbene sostanzialmente contenente gli stessi elementi della cartella originale non è sostituibile alla copia della cartella esattoriale in quanto "la copia della cartella di pagamento ex se costituisca strumento utile alla tutela giurisdizionale delle ragioni della ricorrente e che la concessionaria non ha quindi alcuna legittimazione a sindacare le scelte difensive eventualmente operate dal privato."

Questo è l'orientamento del Consiglio di Stato (Sez. IV, Sent. 30-11-2009 n. 7486).

Il concessionario dei tributi deve esibire copia integrale della cartella esattoriale.

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Categoria principale: Pratiche auto Categoria: Vincoli
Creato 31 Marzo 2014 Ultima modifica il 01 Aprile 2014

Con una recente pronuncia, la Suprema Corte di Cassazione, ordinanza 30 luglio 2013, n. 18252 ha risposto alla contestazione di un contribuente che aveva impugnato una cartella esattoriale poiché notificata incompleta, cioè priva di alcune pagine.

I giudici della Corte di Cassazione hanno sancito “… ciò che nella specie di causa si è verificato è che la società Concessionaria ha provveduto -in applicazione del menzionato art. 26- a notificare la cartella di pagamento con invio diretto della raccomandata postale, la quale ultima (alla stregua di qualunque atto pubblico) fa fede esclusivamente delle circostanze che ivi sono attestate, tra le quali non figura certamente la certificazione circa l'integrità dell'atto che è contenuto nel plico e men che meno la certificazione della corrispondenza tra l'originale dell'atto e la copia notificata”.

Il concessionario, quindi, non può produrre solo la ricevuta di ritorno della raccomandata, ma deve esibire copia integrale della stessa in quanto, secondo la Suprema Corte la ricevuta di ritorno prova solo il fatto che il contribuente abbia ricevuto un plico ma non assolutamente il suo contenuto.

Del resto, l’obbligo di esibire la cartella è previsto dall’art. 26, comma 4 del DPR n. 602/73, “il Concessionario deve conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione dell’avvenuta notificazione o l’avviso di ricevimento ed ha l’obbligo di farne esibizione su richiesta del contribuente o dell’amministrazione”.

Producendo solo le ricevute di ritorno delle raccomandate senza le cartelle esattoriali il concessionario non ha ottemperato quindi all’obbligo previsto dalla legge.

La questione non è di poca rilevanza in quanto può accadere che il contribuente riceva una cartella priva di alcune pagine oppure che venga a conoscenza di un debito tributario solo ad esecuzione già iniziata (come nel caso di pignoramento su c/c bancario senza la preventiva notifica della cartella) e abbia la necessità oltre che il diritto di conoscere a pieno quanto gli viene richiesto.

Risulta chiaro quindi il diritto di ogni contribuente di visionare sempre copia delle cartelle che lo riguardano quando sorgono dubbi in merito alla loro completezza (o addirittura in merito alla loro esistenza).

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