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Condivisione dati personali con le app: fareste lo stesso nel mondo reale?

Le app condividono i nostri dati

Ci appare normale, quando si installa una nuova app sul telefonino o sul tablet, autorizzare il programma ad accedere ai nostri dati: agenda, posizione, rubrica ... tutta una serie di informazioni personali e riservate che mai ci sogneremmo di dare se qualcuno ce le chiedesse a voce.

Una organizzazione danese ci mostra in un video proprio cosa succederebbe se a richiedere i dati fossero degli esseri umani, per questo motivo hanno posizionato una telecamera nascosta in una panetteria ed hanno filmato le reazioni dei clienti alle domande intrusive di una giovane commessa.

Prima di fornire la merce richiesta dal consumatore, l'impiegata del panificio cerca di acquisire dati personali, proprio come fanno le più comuni app nei confronti degli utenti di cellulari e tablet.

In questa situazione, però, il comportamento della gente è nettamente diverso in quanto sembra semplicemente inaccettabile che qualcuno ci chieda i dati sugli sms inviati oppure di avere il numero di telefono in cambio del servizio offerto.

I pericoli della condivisione dati sui social.

Nella vita digitale invece Whatsapp, Facebook, Messenger, Instagram, Angry Birds hanno ottenuto l’accesso (senza molti problemi) alle nostre informazioni sui contatti della rubrica, sui numeri di telefono chiamati, sulla cronologia del browser, sulla lista dei siti visitati, sulla nostra posizione geografica, sulle nostre foto.

Il video realizzato da Forbrugerrådet Tænk è ovviamente scherzoso e divertente, ma affronta un argomento molto importante e delicato.

Il vero rischio della moderna civiltà tecnologica sono le pratiche poco trasparenti che non proteggono in modo adeguato i diritti di privacy degli utenti.

Condividereste i vostri dati nella vita reale?

Quasi sempre le informative dei siti che propongono app da scaricare sono illeggibili o introvabili, ed i programmi stessi ci richiedono dati eccessivi ed autorizzazioni ingiustificate.

Se, da un lato, le aziende non dovrebbero raccogliere dati sui consumatori oltre lo stretto necessario, è tuttavia anche necessaria una 'cultura' dell'utilizzatore che percepisca l'importanza dei propri dati personali e della propria privacy.

Guarda il video

Truffa PostaPay

Postepay ancora e-mail truffa per la prepagata di Poste Italiane.

Le truffe basate sul Phishing sono purtroppo ancora le più gettonate, visto che percentualmente, inviando milioni di messaggi è facile trovare qualche sprovveduto che abbocca.

Tra i più presi di mira ci sono i titolari di Postepay che sono letteralmente bersagliati da avvisi (fraudolenti) di problemi con la propria carta.

In modo più o meno verosimile, viene chiesto con una e-mail di aprire il link al sito ufficiale (???) e di inserire le proprie credenziali per poter risolvere il problema.

I più ingenui cascano dunque nel tranello.

Il phishing sulla Postepay, ecco come evitarlo

CASE VACANZE: “COME STANARE I TRUFFATORI”, LE REGOLE D’ORO DELLA POLIZIA POSTALE PER AFFITTARE UNA CASA VACANZA

Passato il terribile periodo di lockdown si ripensa alle vacanze e per effettuarle in sicurezza dal punto di vista della salute si privilegia la casa vacanza, indipendente e facilmente raggiungibile con mezzi propri. Ma il truffatore è sempre in agguato.

L’identikit del truffatore

  • E’ sempre all’estero. Che sia italiano o straniero, il proprietario che propone l’immobile immancabilmente non vive nei paraggi. Per fugare eventuali dubbi, fornirà spiegazioni non richieste sulle ragioni di lavoro che lo hanno portato a trasferirsi. La trattativa a distanza è il preludio di una richiesta di un bonifico internazionale.
  • E’ molto (troppo) professionale. Avete appena chiesto alcune informazioni ed eccolo già a inviarvi bozza di contratto già compilato. Vi domanda carta di identità e codice fiscale, meglio se in foto. Quello che appare come un modo di fare serio è in realtà il preludio ad un furto di identità.
  • Vi mette fretta. Cercherà di farvi dire sì entro 24 ore. Spacciandosi per professionista impegnato, lascerà intendere che non ha tempo da perdere, perché questo sarrebbe il tempo previsto dalle piattaforme digitali su cui si appoggia per concludere la transazione. I suoi messaggi si faranno insistenti.
  • Dice di fare affari con Airbnb. Per rassicurare la vittima, comincerà a mettere in mezzo la piattaforma. Frasi come: “Ecco qui la fattura di Airbnb”, “ho dato incarico ad Airbnb che le mostrerà l’appartamento”, “Presenterò io ad Airbnb i suoi documenti” sono tutti indizi se non prove del tentativo di raggiro.
  • Richiede una congrua caparra. Eccoci al dunque: l’invio di denaro a titolo di acconto attraverso un servizio di money transfer oppure un bonifico a un conto personale presso una banca estera. Con la promessa di restituire la somma se l’affare non dovesse andare in porto.
truffa amazon

AMAZON: IL TUO ACCOUNT È STATO BLOCCATO

“Il tuo account è stato bloccato!!!”: Ecco il messaggio contenuto nella falsa email Amazon, che informa l'utente di un inesistente blocco avvenuto sul proprio account.

I soliti abili truffatori, utilizzando il logo della famosa azienda di vendita online Amazon, e simulando l’indirizzo e-mail del Servizio clienti, informano l'utente che, a seguito di (inesistenti) tentativi di accesso non autorizzato, l'account sarebbe stato bloccato, e che per ottenerne lo sblocco occorrerebbe cliccare sul link indicato.

Quel link, tanto per cambiare!, conduce l'utente all'interno di un sito di phishing, che riporta il logo contraffatto di Amazon ed un pulsante "crea un nuovo account" o "avvia sessione".

Una volta cliccato su tale pulsante, l'utente viene indotto ad inserire le proprie credenziali di accesso, dati personali ed i codici bancari, che finiscono così nelle mani dei cyber-criminali.

Ransomware “Immuni”: la finta app anti-Covid che chiede un riscatto.

Come era prevedibile, è in giro sul web, diffuso tramite posta elettronica, una falsa app “Immuni” che in realtà nasconde un pericolosissimo ransomware denominato FuckUnicorn

La campagna malspam sfrutta l’emergenza Covid-19 per diffondere il ransomware FuckUnicorn camuffato da app Immuni.

Il ramsoware camuffato invita a scaricare il programma da un sito che imita alla perfezione il sito della Fofi (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) utilizzando un dominio simile a quello reale in cui è stata sostituita la lettera “i” con la lettera “elle” minuscola (da fofi a Fofl): il virus blocca il PC e poi chiede un riscatto di 300 euro.

I criminali stanno diffondendo una finta app anti-Covid mediante un’ondata di e-mail fraudolente che invitano le vittime a scaricare il file IMMUNI.exe che nasconde il ransomware FuckUnicorn.

Truffa geox

TRUFFA FALSO SITO DI VENDITA ARTICOLI "GEOX"

Ennesimo tentativo di truffa sulla rete. Attraverso un falso sito internet viene pubblicizzata la vendita, a prezzi irrisori, di articoli del noto marchio di scarpe e abbigliamento “GEOX”.

Il sito truffaldino “geoxoutlet.online” riporta logo e informazioni del tutto simili e sovrapponibili a quelli che compaiono sui canali ufficiali dell’azienda, inducendo l’ignaro utente finale a fare acquisti online nella convinzione di trovarsi su uno “store outlet” ufficiale del marchio “GEOX”.

La società “GEOX”, ha già provveduto a disconoscere il falso sito.

SEXEXTORSION e ROMANCE SCAM, come difendersi.

Il fenomeno della SEXEXTORSION, si diffonde costantemente sul web, in modo metodico ma che può toccare chiunque.

Cosa è la SEXEXTORSION

La SEXEXTORSION (estorsione sessuale) è un ricatto perpetrato ai danni di chi, navigando in rete, posta filmati e foto personali hard condividendole sui social con “amici” ritenuti affidabili.

La sexextorsion è un fenomeno in aumento e si manifesta in due modi:

  1. Privato, riconducibile spesso a vendette tra coppie che si separano, per cui uno dei due diffonde sul web immagini intime dell’ex partner;
  2. Internazionale, messa in atto da organizzazioni estremamente tecnologiche, spesso con sede in Africa o Asia per rendere più difficile l’identificazione da parte degli investigatori, per adescare ignari frequentatori dei social.
    E' questa la forma più importante di SEXEXTORSION

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